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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 823
MODICA - 04/03/2013
Cronache - Sollevata una questione di legittimità costituzionale

Processi rinviati da Modica a Ragusa

Eccepita la la violazione del diritto dell’imputato ad essere giudicato dal giudice naturale precostituito per legge Foto Corrierediragusa.it

I processi continuano ad essere rinviati in prosecuzione a Ragusa e scatta la questione di legittimità costituzionale in relazione agli articoli 72, 76 e 77 della Costituzione per la violazione dei diritti dell’imputato. La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal presidente dell’ordine forense Ignazio Galfo (foto), in qualità di difensore di fiducia nel processo a carico di un imputato accusato di calunnia. Galfo è stato il primo avvocato a contestare la decisione del giudice Antongiulio Maggiore, che, dopo l’istruttoria, aveva disposto il rinvio del procedimento per la discussione all’udienza del prossimo 21 ottobre al tribunale di Ragusa.

L’avvocato Galfo ha contestato tale provvedimento eccependo la violazione del diritto del suo assistito ad essere giudicato dal giudice naturale precostituito per legge. L’avvocato ha quindi esposto le ragioni di illegittimità di tutta la normativa legata alla riorganizzazione degli uffici giudiziari e, quindi, alla soppressione del tribunale di Modica, depositando una memoria scritta consegnata anche al pm Veronica Di Grandi. Data la complessità e l’importanza della questione, il giudice è tornato sui propri passi, rinviando il processo al tribunale di Modica nell´udienza del 15 aprile per la decisione sulla rilevanza e sulla fondatezza della questione di legittimità costituzionale.

Per quella data il giudice deciderà se inviare o meno gli atti alla Corte Costituzionale. Di recente lo stesso presidente dell’ordine forense aveva avuto un incontro interlocutorio con il presidente del tribunale Giuseppe Tamburini proprio sulla questione delle udienze rinviate dai giudici in prosecuzione a Ragusa. La direttiva era stata diramata formalmente a voce ai giudici, quindi senza nessuna ordinanza scritta, di cui l’ignaro Galfo aveva chiesto copia, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge per casi del genere. Bisognerà dunque attendere il mese prossimo per capire se la questione sollevata dall’avvocato possa avere una base di fondamento, creando un precedente in materia.