Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 839
MODICA - 11/02/2013
Cronache - Dopo la denuncia di un anziano cittadino disturbato dallo scampanio

Campane: "assolta" parrocchia San Pietro

La procura ha chiesto al gip del tribunale di Modica l’archiviazione del procedimento a carico dell’allora sacerdote della storica parrocchia don Carmelo Lorefice Foto Corrierediragusa.it

Il parroco della chiesa di San Pietro (foto) potrà continuare a dormire sonni tranquilli suonando le campane, quello stesso sonno che un anziano modicano che aveva denunciato il sacerdote sostiene di aver più volte perduto proprio a causa dell’odiato scampanio. Il procuratore Francesco Puleio ha chiesto al gip del tribunale di Modica l’archiviazione del procedimento a carico dell’allora sacerdote della storica parrocchia don Carmelo Lorefice, ritenendo che il suono delle campane della chiesa del sacerdote «incriminato» non fosse tale da disturbare il sonno dei residenti, come invece sostenuto da uno di loro, decisamente avanti con gli anni, che aveva proceduto con la denuncia.

Il cittadino, che masticherà amaro per la decisione della procura, si sentiva infastidito dall’allegro «din-don», un po’ come nelle vecchie storie di Guareschi, dove don Camillo provocava Peppone con il suo continuo «scampanare», al punto che quest’ultimo, in uno dei divertenti sketch del celebre film, si «vendicò» piazzando dei petardi nel campanile, che scoppiarono quando il buon prete suonò le campane.

Il modicano tanto infastidito dal caratteristico suono non si è spinto così oltre, pur denunciando comunque il sacerdote. Ma, scorrendo le motivazioni addotte dalla procura nella richiesta di archiviazione del caso, «il rumore prodotto dal suono delle campane, finalizzato al richiamo dei fedeli al culto, rientra nelle consuetudini della vita della comunità e costituisce fatto periodico e di breve durata, normalmente privo di intensità tale da porre problemi di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone».

Nelle motivazioni della procura si legge ancora che «Suonare le campane anche non in stretto collegamento con le funzioni liturgiche non è reato, purché non si oltrepassi la soglia della normale tollerabilità e in assenza di specifiche disposizioni emanate dall´autorità ecclesiastica, alla quale è riconosciuta la regolamentazione in materia, sulla base di quanto previsto dal vigente diritto concordatario». In parole più semplici, l’anziano modicano dovrà mettersi il cuore in pace e sorbirsi il suono delle campane del buon prete. L’alternativa, più drastica ma efficace, è altrimenti quella trasferirsi altrove, magari in una solitaria zona di campagna.