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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1539
MODICA - 01/02/2013
Cronache - Quantificato il bottino da parte dei funzionari della baca: è di 87 mila euro

Colpo Bapr Modica: i rapinatori sono catanesi

La Polizia ha continuato a rilevare tutti gli elementi utili per risalire agli autori dell’aazione criminosa Foto Corrierediragusa.it

Ritorno alla normalità alla agenzia della Bapr di corso Umberto (nella foto). Ieri un ulteriore sopralluogo da parte del dirigente del commissariato di Modica e degli uomini della Digos. Sono stati sentiti alcuni impiegati che erano presenti al momento dell’irruzione dei rapinatori nell’istituto bancario. La Polizia non sottovaluta alcun elemento per arrivare all’identità degli autori del colpo «Sono professionisti e non sono del luogo – si limitano a dire.

Il cassiere ed il direttore hanno provveduto a quantificare la somma prelevata; si tratta di 87 mila euro. Qualche impiegato ha riferito che i rapinatori avevano un chiaro accento catanese e comunicavano tra di loro con dei microfoni che erano evidentemente collegati tra di loro. Niente telefonini dunque e massima discrezione. Cinque persone dovrebbero essere state quelle materialmente operative. Quattro sono penetrati dal buco praticato su una parete che da un appartamento di via Santa dà nel bagno al primo piano dell’agenzia. I quattro sono stati sicuramente avuto il via libera da un basista che si trovava appena fuori dalla agenzia ed ha comunicato che non c’erano più clienti in agenzia. In quel momento due dei rapinatori si sono occupati del primo piano andando subito all’ufficio crediti e poi dal direttore intimando loro di scendere al piano terra dove si trovavano gli altri due complici che avevano provveduto già a raggruppare gli impiegati intimando loro di stare tranquilli.

Il quartetto era diretto da quello che si presume il capo: alto, robusto, sicuro di sé e dai modi gentili. Ha cercato di tranquillizzare gli impiegati e lo stesso direttore, pistola in mano ma sempre con un grande autocontrollo. Consumata la rapina, dopo avere raccolto tutto il denaro in cassaforte, i quattro sono usciti esattamente da dove erano entrati mentre gli impiegati sono stati rinchiusi in una stanza. Il comportamento e la sicurezza con cui il quartetto si è mosso fa pensare a dei professionisti che sapevano quello che ognuno di loro doveva fare. In piazza Mazzini sono stati ritrovati i motorini utilizzati per allontanarsi dal retro della banca.