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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 627
MODICA - 30/01/2013
Cronache - E’ ripresa oggi regolarmente l’attività dell’agenzia di corso Umberto dopo la rapina di ieri

Rapina Bapr a Modica: sono professionisti catanesi

Hanno agito a colpo sicuro grazie ad un basista che ha fornito loro tutte le indicazioni Foto Corrierediragusa.it

Indagini a tutto spiano. Stamane il dirigente del commissariato e gli uomini della Digos sono stati preso l’agenzia della Banca Agricola di corso Umberto per un ulteriore sopralluogo. Interrogati tutti gli impiegati che ieri pomeriggio erano in servizio al momento della rapina. «Sono stati dei professionisti e non erano del luogo» si limita a dire il dirigente del commissariato mantenendo il riservo. Le indagini sono concentrate sul basista che ha dato il la alla rapina e che ha preparato il terreno per entrare nell’appartamento vuoto che ha consentito di entrare indisturbati in banca.

Un «palo» certamente ha comunicato agli altri quattro componenti la banda che il pubblico era andato via e la banca era chiusa. In quel momento i quattro sono entrati attraverso il foro nel bagno al primo piano e da qui nei locali dell’agenzia. Due si sono «occupati» del personale al primo piano e due si sono diretti attraverso la scala nella grande sala del piano terra dove si trovano gli sportelli. Gli impiegati sono oggi ritornati tutti al lavoro ma nelle loro facce e nei loro resoconti, in particolar modo, è stata ben chiara la paura vissuta in quei 12 minuti.

La rapina di mercoledì pomeriggio
E’ a metà tra un colpo alla Diabolik e la scena d’azione di un film di Tarantino la rapina di circa 100mila euro messa a segno ieri pomeriggio da cinque malviventi mascherati da Carnevale nella filiale di corso Umberto della Banca agricola popolare (foto). Sono dei professionisti che avevano preparato con scrupolo il colpo da almeno due settimane coloro che hanno approfittato di un appartamento di via Santa chiuso da anni e attiguo alla banca per praticare un buco nello spesso muro perimetrale tra i due locali.

La banca aveva appena chiuso al pubblico e gli impiegati erano intenti al lavoro di contabilità e registrazione quando i cinque sono usciti dalla porta del bagno al primo piano, sono scesi giù per le scale nella grande sala d’attesa dove si trovano gli sportelli e con una pistola hanno intimato a tutti di non muoversi. Azione fulminea che è proseguita con l’intimazione al cassiere di dirigersi verso la cassaforte; qui è stato anche portato il direttore dal suo ufficio al primo piano e ai due non è rimasto altro che azionare il sistema di apertura della cassaforte.

Il bottino è stato consistente anche perché, particolare anche questo ben studiato dai malviventi, i clienti della banca avevano effettuato le operazioni di pagamento di fine mese. Arraffati i soldi il gruppetto ha provveduto a rinchiudere a chiave tutto il personale in una stanza e a dileguarsi sempre attraverso la porta del bagno che era stata utilizzata per entrare nei locali. Fortuna ha voluto che una delle impiegate avesse tenuto con sé il cellulare che ha utilizzato per lanciare l’allarme.

L’incubo è finito poco dopo le 16 e gli inquirenti ritengono che tra l’irruzione e la conclusione della rapina non siano passati più di 12 minuti senza che nessuno da fuori si accorgesse di nulla. I rapinatori avevano architettato da tempo il loro piano. Sono infatti entrati all’interno della banca grazie ad un buco praticato nella parete adiacente il bagno dell’agenzia. Il buco doveva essere stato già aperto probabilmente nel fine settimana quando la banca è vuota e nessuno poteva accorgersi di eventuali rumori.

L’appartamento nel quale si sono introdotti i rapinatori ha l’entrata in una strada retrostante corso Umberto, via Santa, ed è di proprietà di un avvocato che da tempo lo tiene chiuso per cui l’effrazione della porta e nel muro è passata inosservata. Una volta aperta la «pista» è stato un gioco da ragazzi arrivare in banca ed eludere così il sistema di allarme in entrata e soprattutto non destare sospetti di sorta. I rapinatori sono così usciti dal nulla e nel nulla sono scomparsi perché in via Santa avevano parcheggiato delle moto che hanno utilizzato per far perdere le loro tracce. Le moto sono state ritrovate in via Marchesa Tedeschi dove ad attendere il quintetto dovevano esserci altri complici a bordo di almeno due macchine.

Quando Polizia e Carabinieri sono arrivati nell’agenzia di corso Umberto hanno trovato solo impiegati impauriti e quasi senza parole, confusi per quanto accaduto. Sono scattati subito i posti di blocco ma dei rapinatori non c’è stata traccia. Gli inquirenti hanno ascoltato gli impiegati della banca, hanno fatto diversi sopralluoghi non tralasciando alcun particolare. L’agenzia di corso Umberto non è nuova a rapine. Tre anni fa, era l8 febbraio del 2010, sempre alla chiusura pomeridiana degli sportelli, un primo colpo da 20 mila euro ma in quella occasione c’erano clienti in sala ed i rapinatori erano solo due.

Tutto è accaduto in 12 minuti. La Polizia ha effettuato i rilievi in banca e nell’appartamento, di proprietà di un noto avvocato modicano che lo teneva chiuso da anni e che, proprio per questo motivo, era l’unico dello stabile senza sistema d’allarme.

I malviventi, che si sono serviti di un ottimo basista, erano al corrente di tutti questi particolari, che hanno consentito loro di rapinare la banca con la stessa facilità di un prelievo al bancomat. Le testimonianze e le immagini riprese dalle videocamere a circuito chiuso della banca offrono pochi elementi agli investigatori, i quali ipotizzano che i rapinatori siano di fuori provincia, forse del Catanese.