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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1221
MODICA - 31/01/2013
Cronache - Interrogatorio di garanzia a carico dell’uomo

Ammette i fatti l´artigiano stalker 42enne di Modica

Il difensore Giovanni Favaccio ha avanzato richiesta di revoca dei domiciliari

Ha ammesso buona parte dei fatti contestati dagli investigatori il 42enne artigiano di Modica, R.G, finito ai domiciliari per stalking e lesioni personali aggravate ai danni della sua ex compagna, una donna ragusana di 45 anni, professione architetto. L’uomo ha risposto alle domande poste dal gip Elio Manenti, nell’interrogatorio di garanzia al termine del quale il difensore Giovanni Favaccio ha avanzato richiesta di revoca dei domiciliari.

Il magistrato si è riservato di decidere. Il modicano era stato arrestato dalla Squadra mobile di Ragusa a conclusione delle indagini scattate dopo la denuncia della vittima, perseguitata da tempo per la fine della relazione.

LO STALKER CHE NON SI RASSEGNA
Non si era rassegnato alla decisione della compagna di interrompere la loro relazione. Ha continuato ad infastidirla e vessarla con intrusioni nella vita privata della donna tanto da provocarle ansia e paura e a limitarla nei movimenti. La donna, una libera professionista di 45 anni, modicana, ha deciso di raccontare tutto alla Polizia ed il suo «persecutore», G.R., artigiano, modicano, 42 anni, è stato ritenuto responsabile di lesioni personali aggravate e stalking.

L’uomo dovrà restare agli arresti domiciliari. Sono stati gli uomini della Squadra Mobile, coordinati da Francesco Marino, a venire a capo della complessa vicenda che da qualche tempo assillava la donna che aveva deciso di interrompere la relazione che la legava all’artigiano. Questi tuttavia non ha accettato la nuova situazione e ha continuato a vessare la ex compagna prima con molestie telefoniche continue, poi facendosi vedere nei locali pubblici frequentanti dalla donna e presso le case dei comuni amici nonostante indesiderato.

La libera professionista si è sentita limitata nei suoi movimenti, anche perché svolge la sua attività in vari centri della provincia, ed ha temuto anche per la sua incolumità fisica. Il Gip del tribunale di Modica, Elio Manenti ha accolto la richiesta della misura cautelare avanzata dal P.M. Alessia La Placa sulla base del rapporto della Squadra Mobile.