Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 775
MODICA - 24/01/2013
Cronache - Nunzio Alabiso, 34 anni, sconterà la pena nel Parmense

Domiciliari a Varano per gelese che picchiò modicano

E’ stato il gip del tribunale di Modica Elio Manenti a concedere i domiciliari ad Alabiso

Arresti domiciliari nella sua nuova residenza in provincia di Parma per Nunzio Alabiso, 34 anni, originario di Gela. L’uomo era stato arrestato la scorsa settimana dalla Polizia perché ritenuto essere il terzo componente della spedizione punitiva organizzata lungo l’asse Perugia – Gela – Modica ai danni di un imprenditore edile modicano pestato a sangue, al quale fu rotto il setto nasale, su iniziativa di una insospettabile coppia di coniugi perugina, titolare di un’azienda di macchine per lavoro edile.

E’ stato il gip del tribunale di Modica Elio Manenti a concedere i domiciliari ad Alabiso, che, in accoglimento della richiesta del legale difensore, potrà scontare a Varano, in provincia di Parma, dove possiede una piccola fabbrica e vive con la moglie, rispetto a Gela, suo comune di nascita. Il magistrato ha così deciso, respingendo la richiesta di remissione in libertà, al termine dell’interrogatorio di garanzia nel corso del quale Alabiso ha chiarito la sua posizione in merito al pestaggio dell’imprenditore, verificatosi lo scorso maggio per un debito di 8mila 500 euro non onorato dopo l’acquisto di un macchinario da lavoro.

Già lo scorso dicembre finirono in manette i mandanti della spedizione punitva, ovvero i coniugi perugini Sandro Pauselli e Alida Cecconi, di 49 e 45 anni, entrambi a capo dell’azienda di Città di Castello, nel Perugino, dalla quale l’imprenditore modicano acquistò la macchina da lavoro. Furono arrestati pure i gelesi Angelo Faldelli e Vincenzo Cannizzo, di 47 e 34 anni, ovvero due dei quattro autori del pestaggio, assieme ad Alabiso. Manca all’appello un altro latitante.