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MODICA - 16/01/2013
Cronache - E’ il terzo componente della spedizione punitiva organizzata lungo l’asse Perugia – Gela – Modica

Pestaggio imprenditore Modica: arrestato Alabiso

L’uomo, che si era da qualche tempo trasferito in provincia di Parma, è stato arrestato a Gela, dove si era recato in via temporanea Foto Corrierediragusa.it

E’ stato arrestato il terzo componente della spedizione punitiva organizzata lungo l’asse Perugia – Gela – Modica ai danni di un imprenditore edile modicano pestato a sangue, al quale fu rotto il setto nasale dagli esecutori materiali, su iniziativa di una insospettabile coppia di coniugi perugina, titolare di un’azienda di macchine per lavoro edile. La terza persona finita in manette è Nunzio Alabiso (foto), 34 anni, pure lui di Gela, come gli altri due soggetti in precedenza ammanettati. Alabiso, che si era da qualche tempo trasferito in provincia di Parma, è stato arrestato a Gela, dove si era recato in via temporanea. Le manette sono scattate ad opera degli agenti del commissariato di Modica, diretti dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino, in collaborazione con i colleghi di Gela.

Un ulteriore tassello che fa chiarezza sulla vicenda, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Lo scorso dicembre, a distanza di sette mesi dal pestaggio, commissionato dai mandanti per un debito di 8mila 500 euro non onorato dallo sfortunato imprenditore modicano di mezza età per l’acquisto di un macchinario da lavoro, finirono in manette quattro persone. Si trattò dei coniugi perugini Sandro Pauselli e Alida Cecconi, di 49 e 45 anni, quest’ultima incensurata, entrambi a capo dell’azienda di Città di Castello, nel Perugino, dalla quale l’imprenditore modicano acquistò la macchina da lavoro, e dei gelesi Angelo Faldelli e Vincenzo Cannizzo, di 47 e 34 anni, ovvero gli autori del pestaggio.

Mancavano all’appello altre due persone, tra cui Nunzio Alabiso, pure lui adesso arrestato. A quest’ultimo sono stati concessi i domiciliari, ai quali la scorsa settimana erano stati ammessi pure gli altri due gelesi. A questo punto manca all’appello solo un secondo latitante, che faceva parte del gruppo di quattro persone che, su ordine dei due coniugi, pure loro ammessi ai domiciliari, avvicinarono e picchiarono l’imprenditore e un suo dipendente, lasciandoli esanimi al suolo in una stradina isolata di contrada Pirato. Le due vittime riuscirono poi a chiedere aiuto e a raggiungere l’ospedale.