Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 554
MODICA - 02/01/2013
Cronache - Si tratta di Vincenzo Leone e Simone Amore, di 19 e 18 anni

Giudizio immediato per 2 estorsori modicani

Uno dei 2 fu arrestato per la tentata estorsione ai danni di un anziano e facoltoso imprenditore modicano in pensione

Dovranno comparire dinanzi al giudice il 28 gennaio i due giovani modicani incensurati, uno dei quali arrestato lo scorso novembre dai carabinieri per la tentata estorsione ai danni di un anziano e facoltoso imprenditore modicano in pensione. Per il 19enne Vincenzo Leone e per l’amico 18enne Simone Amore, quest´ultimo solo denunciato, la procura ha difatti disposto il giudizio immediato.

Le strade giudiziarie dei due imputati però sono destinate a dividersi dal momento che l’avvocato Giovanni Favaccio, difensore di Leone, ha già annunciato che chiederà il rito abbreviato per il suo assistito. Il legale Orazio Maggio, che patrocina invece Amore, non si opporrà alla decisione della procura, accettando quindi il giudizio immediato per il suo cliente.

Leone, accusato di estorsione in flagranza, si trova ancora ai domiciliari, dopo che anche i giudici del riesame di Catania, uniformandosi alla decisione del gip del tribunale di Modica, avevano rigettato la richiesta di revoca della misura restrittiva avanzata dall’avvocato Favaccio. Amore, che fu solo denunciato per favoreggiamento in tentata estorsione, è invece tutt’ora sottoposto all’obbligo di firma periodica in caserma.

Proprio il giovane fu bloccato dai militari mentre si trovava nei bagni pubblici dell’ex ufficio postale di corso Umberto I, dove Leone lo aveva spedito per ritirare la busta con i duemila euro richiesti con una minacciosa lettera alla vittima. Solo che il complice trovò ad accoglierlo i carabinieri, che poi egli stesso condusse al vicino bar, dove Leone aspettava tranquillo l’arrivo dei soldi. Invece per lui scattarono le manette.

Fu lo stesso anziano a rivolgersi ai militari, dopo aver trovato la missiva scritta in un italiano stentato con la richiesta estorsiva nella cassetta delle lettere del condominio di via Resistenza Partigiana in cui risiede. Leone, poco furbescamente, suonò ai condomini per farsi aprire il portone, facendosi inconsapevolmente immortalare dal videocitofono, grazie al quale fu inchiodato alle proprie responsabilità.