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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 684
MODICA - 26/12/2012
Cronache - Il giovane aveva approfittato della fiducia della sua fidanzata per aiutare la madre

Ruba i gioielli in casa alla compagna, condannato

Il giudice ha tenuto conto delle dichiarazioni spontanee del giovane e del fatto che fosse stato reo confesso all’epoca dei fatti, verificatisi a Modica nel febbraio 2010

Approfittando della fiducia della compagna, si fece dare le chiavi di casa, con la scusa d’aver dimenticato il telefonino dentro. Invece rubò i gioielli di famiglia, del valore di oltre 3mila euro, allo scopo di rivenderli, per poter così pagare le costose medicine della madre malata. Per questo reato il modicano Vincenzo Bonomo, 26 anni, ha patteggiato la pena di un anno e quattro mesi di carcere, con la sospensione condizionale, e 200 euro di multa. E’ stato il difensore di fiducia Giovanni Favaccio a far ottenere all’imputato l’attenuante dell’umanità dal giudice, concordando quindi la pena con il pm Diana Iemmolo, che non si è opposta.

Il giudice ha tenuto conto delle dichiarazioni spontanee del giovane e del fatto che fosse stato reo confesso all’epoca dei fatti, verificatisi a Modica nel febbraio 2010. Il ragazzo, mentre era in auto con la compagna, le disse d’aver lasciato il cellulare in casa della donna. Quest’ultima gli diede le chiavi e, una volta dentro, il giovane individuò i gioielli e se li intascò. Al rientro a casa, la vittima si accorse subito del furto e, seppure a malincuore, i sospetti caddero subito sul suo compagno. Dopo la denuncia al 112, i Carabinieri rintracciarono il presunto ladro per interrogarlo. Alla fine il giovane confessò il furto, rivelando di aver lasciato i gioielli in una rivendita di compro oro.

I militari si recarono subito nel negozio indicato dal reo confesso, recuperando i gioielli dal commerciante, che sarebbe stato all’oscuro del fatto che quei monili fossero di provenienza furtiva. Come accennato, il giovane giustificò tale gesto con l’impellenza di reperire contante per poter comperare i costosi farmaci necessari per curare la madre malata, da qui l’attenuante dell’umanità concessa dal giudice.