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Cronache
MODICA - 08/06/2008
Pozzallo - Confermato per il 27 giugno lo sganciamento

Se non fosse stata svuotata, la "Vega Oil" sarebbe affondata

Restano 3 gli indagati: udienza dal gip fissata per il 3 luglio Foto

Erano le oltre 100mila tonnellate di idrocarburi la causa primaria del concreto rischio di affondamento della piattaforma galleggiante «Vega Oil», attaccata alla struttura fissa per l’estrazione in mare «Vega Alfa» (in precedenza avevamo scambiato i nomi).

Come certificato dalla perizia tecnica del professore Carlo Bertorello di Napoli, la piattaforma galleggiante mobile non rischia più la sommersione, ma solo grazie allo svuotamento delle 60mila tonnellate di greggio e delle 40mila di gasolio che conteneva.

Un’operazione condotta dalla Capitaneria di porto di Pozzallo quale diretta conseguenza dell’esito delle ispezioni, che avevano decretato una carenza strutturale della «Vega oil». Un dato confermato dalla perizia del professionista incaricato dal magistrato, secondo cui «le attuali condizioni strutturali del galleggiante «Vega oil» ? si legge nella perizia ? non sono adeguate per l’operatività prevista dalla notazione di servizio.

Si può ovviare a ciò con il disormeggio e il rimorchio dell’unità in porto o in acque tranquille dove, con le opportune modalità, potranno essere completati gli adeguamenti già previsti. Quindi ? si continua a leggere nella perizia del professore Bertorello ? qualora il galleggiante voglia mantenere le stesse caratteristiche di servizio, dovrà essere dotato di doppio scafo rispetto alla sistemazione del carico».

In altre parole, se si fosse tardato ancora nello svuotare la nave cisterna «Vega oil» delle 100mila tonnellate di idrocarburi che conteneva, si sarebbe potuto verificare lo sversamento in mare, con danni incalcolabili per le coste della Sicilia sud orientale e di quelle maltesi, che sarebbero state inquinate per anni.

Intanto dalla Capitaneria di porto confermano lo sganciamento e il traino della «Vega oil» per il 27 giugno, mentre una settimana dopo sarà discussa dinanzi al gip del tribunale di Modica la perizia di Bertorello, nell’ambito dell’inchiesta che vede tre iscritti nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di disastro colposo. Si tratta dell’armatore della piattaforma, del rappresentate legale della compagnia petrolifera e del responsabile dell’attività di estrazione.

(Nelle foto le condizioni in cui versa la "Vega Alfa")




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