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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 545
MODICA - 10/12/2012
Cronache - L’operazione dei Carabinieri è scattata sabato scorso a Modica Alta

Immigrati "samurai" armati di "katana"

Le manette sono scattate ai polsi di due albanesi, di cui uno incensurato, un algerino e un tunisino, con le accuse di ricettazione, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio e porto abusivo di armi ed oggetti atti ad offendere
Foto CorrierediRagusa.it

Mai lasciare un tablet nuovo di zecca in bella vista all’interno della propria auto parcheggiata sottocasa: potrebbe diventare una «calamita» per immigrati malintenzionati, addirittura emuli dei Samurai, con tanto di «katana». Il concetto è stato recepito a suo spese da un giovane modicano, vittima del furto con scasso del suo costoso dispositivo.

Il ragazzo è comunque stato fortunato, dal momento che i Carabinieri hanno ritrovato e restituito intatto il gadget elettronico, assicurando alla giustizia gli autori del reato. Le manette sono scattate ai polsi di due albanesi, di cui uno incensurato, un algerino e un tunisino, con le accuse di ricettazione, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio e porto abusivo di armi ed oggetti atti ad offendere.

Si tratta di Firas Massaoudi, 26 anni, algerino, clandestino, già arrestato in flagranza nel novembre 2010 a Vittoria, sempre dai Carabinieri, per reati di droga; Saddam Mejri, tunisino di 21 anni già denunciato a Santa Croce Camerina per reati specifici; Hyqmet Sel Manay, albanese di 22 anni, e del connazionale incensurato Kolaj Nertil, 20 anni. Nella loro abitazione di vico Puglisi a Modica Alta, i militari hanno rinvenuto non solo il tablet rubato poche ore prima dalla Fiat 500 del giovane, parcheggiata nella vicina via Loreto Gallinara, e di cui era stato frantumato il finestrino, ma anche droga, contante, armi e altra merce rubata.

Nello specifico gli immigrati tenevano nascosti in casa 76 grammi di hashish, sei grammi di marijuana, per un valore di circa 400 euro, nonché un bilancino di precisione e tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi per la vendita al minuto. E poi ancora sono stati trovati 30 euro in contanti e undici telefonini di provenienza furtiva. Inoltre, particolare curioso, i militari hanno trovato pure una «katana», una sorta di spada giapponese resa celebre dai Samurai, che gli immigrati avevano modificato, rendendola letale. Accanto alla «katana» c’era pure un coltello.

Le manette sono scattate sabato pomeriggio. I militari sono risaliti ai ladri grazie alle testimonianze raccolte tra i residenti e sentendo la stessa vittima del furto, che, già da qualche settimana, aveva notato l’atteggiamento guardingo degli immigrati, che si erano stabiliti in un’abitazione della zona. I quattro soggetti si trovano adesso rinchiusi nel carcere di Piano del Gesù a Modica Alta in attesa della convalida degli arresti, nell’ambito del processo direttissimo in programma per oggi in tribunale.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati dal capitano Alessandro Loddo. Con questi ultimi arresti, sale a 203 il numero di persone finite in manette per mano dei militari della compagnia di Modica in tutto il territorio di competenza nel solo 2012.

Nella foto il capitano dei Carabinieri della compagnia di Modica Alessandro Loddo con la refurtiva sequestrata, tra cui la "katana"