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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 1006
MODICA - 10/12/2012
Cronache - Gli imputati dovranno comparire dinanzi al giudice il 27 maggio

Estorsione: a giudizio soci "Le Chat noir"

Si tratta di Corrado Di Rosolini, 49 anni, rosolinese; Gaetano Rametta, 48 anni, di Avola, e la modicana Giuseppina Ruta, 34 anni

Estorsione in concorso ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Con queste accuse sono stati rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Modica gli imputati Corrado Di Rosolini, 49 anni, rosolinese; Gaetano Rametta, 48 anni, di Avola, e la modicana Giuseppina Ruta, 34 anni. Si tratta dei soci del «New Chat Noir Club» di contrada Musebbi, a suo tempo arrestati dalla polizia per la presunta estorsione ai danni del proprietario dell’immobile che ospitava il night club, ovvero Giuseppe Prosperino, costituitosi parte civile tramite l’avvocato Franco Rovetto. I fatti accertati dagli investigatori si sarebbero verificati tra luglio 2009 e giugno 2010.

L’immobile che ospitava il locale notturno fu ceduto in locazione da Prosperino ai nuovi soci. Di Rosolini, allo scopo di indurre il proprietario a non registrare il contratto, al fine di risparmiare sul canone di locazione mensile, e per non sborsare 260 euro dovuti per il consumo dell’energia elettrica, avrebbe minacciato Prosperino di rivolgersi al Nucleo antisofisticazione per denunciare falsamente che Prosperino avrebbe avvelenato l’acqua del pozzo che serviva l’immobile. Di Rosolini avrebbe altresì chiesto alla parte civile la consegna di duemila euro in cambio del silenzio. Prosperino finse di sottostare al ricatto, ma invece denunciò il tutto alla polizia.

E così, all’appuntamento fissato per la consegna dei soldi si presentò non solo la vittima, ma anche gli agenti, che fecero scattare le manette in flagranza ai polsi di Corrado Di Rosolini e della sua compagna, Giuseppina Ruta. Rametta invece attendeva i due complici a bordo dell’auto, nel cui cruscotto fu nascosto il contante consegnato da Prosperino. Il magistrato convalidò gli arresti, disponendo poi la remissione in libertà delle tre persone ora rinviate a giudizio.