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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 764
MODICA - 21/03/2008
Cronache - Modica - Le decisioni del giudice per le udienze preliminari

Spaccio di droga: una condanna
a 6 anni e 4 rinvii a giudizio

Il modicano Fabio Pagano deve scontare la pena in carcere Foto Corrierediragusa.it

Sei anni e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento di 25mila euro di multa. Questa la pena inflitta dal gup Fabio Ciraolo al modicano Fabio Pagano, 38 anni, arrestato qualche mese fa assieme ad altre quattro persone per detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio. Il modicano è stato giudicato in udienza preliminare con il rito immediato. Pagano è l’unico ad essere rimasto in cella, essendo già noto agli archivi per reati specifici.

Gli altri erano stati scarcerati poche ore dopo l’arresto per la mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Ma il gup li ha rinviati a giudizio e pertanto i coimputati di Pagano dovranno comparire dinanzi al giudice monocratico il 18 giugno. Si tratta di Maria Assunta Zini, 19 anni, convivente di Pagano; Piero Cicero, 29 anni, geometra; Giovanni Lagona, 30 anni, muratore e Antonio Bonomo, 31 anni, parrucchiere.

Il magistrato aveva convalidato i cinque arresti eseguiti dalla polizia, procedendo però alla remissione in libertà di tre di loro per il ruolo marginale rivestito nell’intera vicenda. Alla Zini erano stati concessi i domiciliari perché in stato interessante. Pagano era assegnatario dell’alloggio in cui venne colto in flagranza mentre stava confezionando le dosi. La convivente tentò di mettere Pagano sul chi vive con l’invio di un sms con cui comunicava l’arrivo dei poliziotti.

La giovane difatti si trovava fuori dall’edificio di via Nuvolari, alle spalle del campo sportivo e a poche centinaia di metri dal commissariato, in quanto fungeva da palo. Furono gli stessi investigatori a rinvenire il messaggio sia sul telefonino del mittente, che su quello del destinatario. Pagano e la convivente sono difesi dall’avvocato Giovanni Favaccio, mentre le altre tre persone sono patrocinate dagli avvocati Michele D’Urso e Carmelo Scarso.