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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 812
MODICA - 29/11/2012
Cronache - L’uomo è stato arrestato per un assegno di provenienza furtiva

Blandino si difende: "Non ho rubato niente"

Il magistrato si è riservato di decidere sulla richiesta di revoca dei domiciliari avanzata dall’avvocato Favaccio Foto Corrierediragusa.it

L’assegno di provenienza furtiva per il quale è finito ai domiciliari gli sarebbe stato consegnato dallo stesso traente. E’ la versione dei fatti fornita al gip da Carmelo Blandino (foto), 56 anni, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia alla presenza del difensore di fiducia Giovanni Favaccio. Blandino, arrestato dalla polizia proprio per via dell’assegno rubato, ha quindi rigettato le accuse, sostenendo che il titolo di credito gli fosse stato consegnato dal traente come restituzione di una somma che lo stesso Blandino aveva ceduto in prestito qualche tempo prima.

Blandino ha quindi sostenuto di essere all’oscuro che il titolare del carnet di assegni, per motivi a lui ignoti, aveva in un secondo tempo denunciato lo smarrimento del titolo di credito di cui egli stesso era in possesso e che aveva utilizzato per comperare un paio di occhiali. Il magistrato si è riservato di decidere sulla richiesta di revoca dei domiciliari avanzata dall’avvocato Favaccio.

I DETTAGLI DELLA VICENDA
Dai falsi permessi di soggiorno per truffare immigrati irregolari alla ricettazione di assegni rubati. E’ finito di nuovo in manette il 56enne Carmelo Blandino, noto alle forze dell’ordine per associazione a delinquere, ricettazione, truffa, sostituzione di persona, falsità in scrittura privata e falsità materiale. La richiesta di custodia cautelare della procura è stata accolta dal gip sulla base delle risultanze delle indagini condotte dalla polizia a carico di Blandino, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, al quale sono stati concessi i domiciliari.

Le manette sono stavolta scattate solo per il reato di ricettazione di un assegno di provenienza furtiva. Ma le indagini erano tuttavia già state avviate quanto Blandino fu denunciato, assieme ad altri suoi complici, per contraffazione, falsificazione, alterazione ed uso di documenti falsi necessari per il rilascio di permessi di soggiorno fasulli in favore di alcuni cittadini stranieri, clandestini in Italia. La denuncia fu sporta da una donna ucraina, regolarmente residente in Italia, che dichiarò di aver consegnato a Blandino, su consiglio di una donna di nazionalità russa, complice dell’uomo, la somma di mille euro. I soldi sarebbero dovuti servire per attivare una fantomatica pratica di regolarizzazione in favore del figlio della ucraina, presente in Italia in stato di clandestinità.

La donna si rese conto d’essere stata truffata quando fu convocata in questura a Ragusa, nel maggio 2011, per espletare l’istanza di emersione da lavoro irregolare del figlio. La vittima della truffa scoprì che il permesso di soggiorno in possesso del ragazzo era falso e che, a quel numero di pratica, corrispondeva la convocazione di un nordafricano. Dalle indagini emerse quindi che Blandino aveva ripetuto il sistema truffaldino anche ai danni di altri due ucraini residenti a Grammichele, in territorio di Catania. Il truffatore utilizzò infine un assegno rubato per acquistare un paio di occhiali: una mossa poco furba che ha consentito ai poliziotti di inchiodarlo alle proprie responsabilità, facendo scattare i domiciliari.