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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 942
MODICA - 23/11/2012
Cronache - Nel procedimento vi sono anche altri 3 coimputati per abuso d’ufficio

A processo ex sindaco Pozzallo e sindaco Vittoria

Sentiti in aula i principali accusatori: gli allora consiglieri comunali Pino Asta e Marco Sudano

I principali accusatori hanno confermato le loro tesi mercoledì scorso in aula, nell’ambito della prima udienza del processo penale per il reato di abuso d’ufficio a carico del sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, dell’ex primo cittadino di Pozzallo Giuseppe Sulsenti e i altri tre coimputati. Il procedimento fa seguito al rinvio a giudizio dello scorso marzo, sulla base delle indagini svolte sulla nomina illegittima di Giuseppe Piccione a comandante del corpo di polizia municipale di Pozzallo nel luglio 2007.

Lo stesso Piccione è coimputato nel procedimento assieme al segretario generale e dirigente del servizio «Gestione Giuridica del Personale» del comune marinaro Giampiero Bella, e a Giovanni Modica, direttore generale, nonché dirigente dei servizi «Sindaco ed Assessori» e «Gestione Economica del Personale». Anche per loro l’accusa è quella di abuso d’ufficio. Il collegio penale, presieduto dal giudice Antongiulio Maggiore, ha sentito le testimonianze degli allora consiglieri comunali di opposizione di Pozzallo Pino Asta e Marco Sudano, che, all’epoca, denunciarono i fatti.

A seguito di ciò, lo stesso Piccione, che chiese il trasferimento dal comando di Vittoria a quello di Pozzallo, fu raggiunto da avviso di garanzia, così come Nicosia e Sulsenti. La nomina cosiddetta «a scavalco» di Piccione a comandante della polizia municipale di Pozzallo, secondo l’accusa, si sarebbe potuta verificare solo in casi eccezionali, che, nella fattispecie, non sussistevano. Di conseguenza, il nuovo comandante avrebbe dovuto essere nominato sulla base di un regolare concorso, che, nei fatti, non fu bandito. Il danno complessivo a carico degli enti locali sarebbe stato di circa 50mila euro.

Da qui la denuncia dei consiglieri Asta e Sudano, che, in aula, hanno confermato le accuse, da cui presero le mosse le indagini, condotte dalla Guardia di finanza. Piccione chiese d’essere trasferito da Vittoria a Pozzallo per stare accanto alla figlia, sposata con un consigliere comunale della cittadina marinara. Il sindaco Sulsenti accettò la richiesta dell’allora comandante dei vigili urbani di Vittoria, inviandone comunicazione al sindaco Nicosia, che diede corso alla domanda di trasferimento. La seconda udienza è stata fissata al 17 aprile.