Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 810
MODICA - 22/11/2012
Cronache - La mancata raccolta dei rifiuti pericolosi dai cestini davanti alle farmacie

Medicinali scaduti non ritirati: il processo

Furono i carabinieri ad avviare le indagini, dopo le denunce dei farmacisti, tra cui Floridia e Mantegna
Foto CorrierediRagusa.it

La ditta Puccia doveva occuparsi solo dello smaltimento dei medicinali scaduti che traboccavano dai cestini collocati dinanzi alle farmacie, oppure doveva provvedere anche allo stoccaggio? A questa domanda si è invano tentato di fornire una risposta nell’ambito dell’udienza del processo per interruzione di pubblico servizio a carico di Giorgio Puccia, titolare dell’omonima azienda modicana che ha in appalto il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, compresi quelli pericolosi oggetto del procedimento.

L’avvocato Mario Caruso, difensore dell’imputato, ha sostenuto in aula che la ditta Puccia doveva provvedere solo alla raccolta dei medicinali scaduti. Il dirigente Giorgio Muriana, all’epoca dei fatti assegnato al settore ecologia, sentito come teste dal giudice, ha invece ribadito che all’azienda modicana il comune aveva altresì affidato il compito di provvedere allo stoccaggio dei rifiuti pericolosi in un apposito centro specializzato di Siracusa. Il difensore ha contro ribattuto sostenendo che i costi per lo stoccaggio non erano ricompresi tra quelli sostenuti da Puccia, che coprivano solo lo smaltimento dei medicinali scaduti.

Furono i carabinieri ad avviare le indagini, dopo le lamentele dei farmacisti, tra cui Floridia e Mantegna (foto), che, sentiti in aula, hanno ribadito la situazione di pericolosità venutasi a creare dall’accumulo, fuori dalle rispettive farmacie, dei rifiuti pericolosi nei contenitori che non venivano svuotati. Stando al capo d’imputazione, Puccia avrebbe violato il contratto in essere con l’amministrazione comunale, che, in base ad un’apposita variante, prevedeva anche la raccolta dei medicinali scaduti con cadenza mensile, oltre ad un numero massimo di cinque raccolte straordinarie annue su richiesta degli uffici comunali. Pare che, alla base della decisione di Puccia di interrompere in via temporanea il servizio, vi fu il mancato pagamento di quanto dovuto dall’ente per l’espletamento del servizio di raccolta. Il processo proseguirà il 23 aprile.