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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 820
MODICA - 14/11/2012
Cronache - Il processo a carico del pranoterapeuta abusivo

Il mago Nazzareno si dice innocente

L’uomo, ancora ristretto ai domiciliari, è comparso in aula nel processo che lo vede imputato assieme alla convivente e assistente Lusinda Insolia
Foto CorrierediRagusa.it

Ha rigettato buona parte dei reati contestati, accusando a sua volta le persone che lo denunciarono il mago alla sbarra per violenza sessuale, truffa e circonvenzione d’incapace. Nazzareno Puglisi (foto), 64 anni, siracusano, incensurato, ancora ristretto ai domiciliari, è comparso ieri in aula nel processo che lo vede imputato assieme alla convivente e assistente Lusinda Insolia, per rendere ai giudici del collegio penale e alla pubblica accusa la sua versione dei fatti. Puglisi ha asserito d’essere in possesso di un attestato conseguito in Australia che lo autorizzava ad insegnare le pratiche di pranoterapeuta, ma non anche di esercitare la professione in prima persona.

In ogni caso, come specificato in aula, questo attestato non sarebbe comunque risultato valido in Italia. Il mago ha ribadito che non avrebbe mai costretto nessuno a recarsi nei suoi due studi medici abusivi di Modica, al quartiere d’Oriente, e di Solarino, in provincia di Siracusa. Puglisi, che ha rigettato strenuamente le accuse di violenza sessuale ai danni di alcune sue clienti, ha anzi precisato che nessuno si lamentò mai dei suoi servigi, che non avrebbero mai sfociato nell’occulto.

Secondo lo stesso mago, piuttosto, alcuni suoi «pazienti» lo avrebbero accusato, senza prove fondate, di essere un ciarlatano, al solo scopo di non pagargli i servizi resi. Alcune parcelle, difatti, erano piuttosto alte, ma non per le tariffe singole, che, come specificato dal mago, erano anzi nella media del «mercato», quanto piuttosto per la lunga sequela di visite di cui alcuni clienti avevano beneficiato. Secondo l’accusa, invece, l’imputato avrebbe spillato soldi per oltre cinque anni alle sue vittime, approfittando dell’ignoranza e dell’inferiorità psicofisica di alcuni suoi clienti.

Una donna, sentita nella prima udienza, che sarebbe altresì stata oggetto delle attenzioni sessuali del mago, come rivelato in aula dalla stessa teste, avrebbe sborsato circa 10mila euro, di cui la gran parte in contanti, per farsi liberare dal malocchio. Gli altarini vennero alla luce nell’estate 2011, quando il mago fu arrestato dai Carabinieri, a seguito delle denunce sporte dalle presunte vittime. I restanti testimoni saranno escussi nel corso della prossima udienza.