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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 967
MODICA - 08/11/2012
Cronache - Deposizione al fulmicotone nel processo da parte di una maresciallo della Finanza

Il Copai? Una sorta di stipendificio

Secondo il militare, l’uomo politico faceva approvare i progetti in faviore del Copai, dove erano stai assunti suoi parenti stretti Foto Corrierediragusa.it

«Il Copai risultava essere una sorta di stipendificio dove buona parte dei dipendenti, alcuni dei quali parenti stretti di un assessore provinciale di riferimento, venivano pagati mensilmente con un lauto compenso, a fronte di un’attività lavorativa pressoché inesistente».

E’ stata al fulmicotone la testimonianza del maresciallo della Finanza Giaquinta, nell’ambito del processo «Copai», che vede imputati Riccardo Minardo; la moglie Giuseppina Zocco; Pietro Maienza; Carmelo Emmolo; Sara Suizzo, già presidente del Copai; Mario, Giuseppe e Nives Barone (il primo è il marito della Suizzo); Angelo Giannì; Valerio Tidona; Giovanni Moncada; Maria Chessari; Giorgio Dimartino; Raffaele Nifosì; Francesco Palumbo; Nadia Zago e Giuseppe Ruta, collaboratore dello studio di geometra di Minardo. Le accuse sono di truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione, estorsione, emissioni di fatture false e favoreggiamento.

Questi 17 imputati facevano parte del procedimento «Copai 2», adesso accorpato con il troncone principale in cui Riccardo Minardo, Giuseppina Zocco, Sara Suizzo, il marito Mario Barone e l’imprenditore di Santa Croce Piero Maienza devono rispondere anche del reato di associazione per delinquere. Cinque imprenditori si erano costituiti parte civile assieme all’ex presidente del Copai Corrado Monaca. Tornando alla testimonianza del maresciallo delle Fiamme gialle, questi ha specificato che «l’assessore provinciale di riferimento del Copai provvedeva a far approvare e finanziare i progetti presentati dal consorzio, favorendo l’ottenimento dei fondi pubblici.

Di contro – ha proseguito il militare nella sua deposizione – l’assessore provinciale aveva fatto assumere nel Copai alcuni suoi parenti stretti, tra cui moglie e figlia, ai quali mensilmente il consorzio versava tra i 7 e gli 8mila euro, a fronte di non meglio precisate prestazioni lavorative». Il teste ha poi citato il movimento di soldi dal Copai ai fornitori stranieri, tra cui uno della Slovenia, per l’acquisto di forniture quali arredi e computers, dal momento che le quattro società esterne che dovevano occuparsi dei pagamenti, in quanto orbitanti attorno al Copai e riconducibili a Barone, non avevano la disponibilità delle somme. Il Copai aveva invece ottenuto un fido di un milione e mezzo di euro dalla Banca agricola popolare di Ragusa.

«Questo denaro – ha concluso il maresciallo – transitava alle quattro società per il pagamento sulla carta dei fornitori, e poi ritornavano al Copai». L’altro teste sentito, il colonnello Dieghi, è stato invece lacunoso su alcuni passaggi, suscitando la reazione della pubblica accusa e dell’avvocato Enrico Trantino, difensore della Suizzo, che ha rinunciato ad interrogare il teste, dopo aver preso atto dei suoi vuoti di memoria. Il collegio penale, presieduto dal giudice Antongiulio Maggiore, ha quindi rinviato il processo per l’audizione di altri testimoni.

Nella foto l´ingresso della sede del Copai a Modica


MA VA?
08/11/2012 | 17.33.57
Gianni

UN RECENTE MANIFESTO ELETTORALE DICEVA "CON L´ONESTA´ DI SEMPRE"... per fortuna che gli elettori hanno capito in tempo!


tutto in famiglia....
08/11/2012 | 17.17.56
paolo

Le solite cose, il politico di turno che favorisce gli "amici" che a loro volta ricambiano con il voto e la campagna elettorale, le solite vicende quotidiane, ma il bello e che alcuni ( come il sig. minardo ) hanno la faccia tosta di candidarsi per le regionali, ma cosa sperava???? gli sembra che la gente sia cosi tonta che gli vada dietro??? se qualcuno gli dara´ il voto lo fara´ solo perche e stato favorito in qualche modo, voti di gente comune non ne ha presi e non ne prendera´ perche la gente e schifata di questi politici!!!!! ANDATE HA LAVORARE, BUFFONI!!!!