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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 895
MODICA - 06/11/2012
Cronache - La lettera minatoria recapitata al domicilio di un facoltoso pensionato

"Dammi 2mila euro o ti ammazzo": 20enne arrestato

Il giovane è stato quindi arrestato per estorsione aggravata in concorso con il suo amico 18enne, S.A., pure lui incensurato di Modica, di cui Leone si era servito per intascare i soldi
Foto CorrierediRagusa.it

Si è chiusa con le manette ai polsi la «carriera lampo» di un giovanissimo quanto improvvisato estorsore. Vincenzo Leone, modicano, 20 anni, incensurato e disoccupato, aveva agito senza riflettere sulle modalità poco astute usate per mettere in atto il piano, che, nelle sue intenzioni, gli avrebbe dovuto fruttare un bottino facile di duemila euro.

Il giovane è stato quindi arrestato per estorsione aggravata in concorso con il suo amico 18enne, S.A., pure lui incensurato di Modica, di cui Leone si era servito per intascare i soldi. Solo che all’appuntamento fissato nei bagni pubblici del centro storico, il giovane non aveva trovato la busta piena di contante, ma i carabinieri. Questi i fatti. Leone prende di mira un benestante modicano 60enne, decidendo di estorcergli duemila euro. Così il ragazzo si presenta nell’edificio della vittima designata, in via Resistenza Partigiana, e suona a mezzo condominio per farsi aprire il portone d’ingresso, facendosi al contempo immortalare dal videocitofono.

Una volta entrato nell’androne, Leone piazza una busta con all’interno una lettera dai toni minacciosi nella cassetta delle lettere del facoltoso modicano. Quest’ultimo la apre e, leggendone il contenuto, informa del fattaccio un suo vicino di casa, che, per la cronaca, è un carabiniere. «Dammi duemila euro o ammazzo te e la tua famiglia, so dove abiti. Deposita la busta coi soldi nei bagni pubblici di corso Umberto Primo, vicino alla sede del comune».

Questo un evocativo stralcio della richiesta estorsiva palesata nella missiva, scritta in un italiano stentato e colma di strafalcioni. Al giorno e all’orario convenuto, i carabinieri si appostano nella zona, mentre uno di loro si nasconde nel bagno dove si sarebbe dovuta trovare la busta. Il corriere mandato da Leone per ritirare il denaro, si accorge che la porta del bagno non si apre e tenta la fuga, ma viene bloccato.

Il 18enne conduce quindi i militari nel bar vicino, dove Leone era tranquillamente seduto in attesa dei soldi. Messo dinanzi alle proprie responsabilità, il giovane ha confessato tutto. Il giudice ha quindi convalidato l’arresto e, tenuto conto che Leone era incensurato e reo confesso, gli ha concesso il beneficio dei domiciliari. Il complice, per il quale è scattata la denuncia, si è invece dichiarato all’oscuro di tutto, asserendo di aver ricevuto 100 euro dall’amico solo per ritirare la busta, di cui avrebbe ignorato il contenuto.

Nella foto in alto uno stralcio della lettera minatoria sequestrata dai carabinieri