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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 830
MODICA - 25/10/2012
Cronache - La prima udienza del processo sulla tragedia di contrada Pisciotto

Cani assassini: parla il militare che trovò Giuseppe

C’erano anche i genitori della vittima ad ascoltare le agghiaccianti parole pronunciate dall’appuntato dei Carabinieri che intervenne per primo

«Il bambino era in un lago di sangue, dilaniato da quattro cani che gli stavano ancora attorno. Mi tolsi la giacca per scacciarli e mi chinai sul piccolo, che, con un filo di voce, mi chiese di portarlo via da lì, perché sentiva tanto freddo». La toccante rievocazione di quei tragici momenti che costituirono il prologo della contorta vicenda dei cosiddetti «cani assassini» di contrada Pisciotto ha gelato e commosso ieri quanti erano presenti in aula, nella prima udienza del procedimento incentrato sulla morte del bimbo modicano di appena dieci anni Giuseppe Brafa.

C’erano anche i genitori della vittima ad ascoltare le agghiaccianti parole pronunciate dall’appuntato dei Carabinieri che intervenne per primo, assieme ad un collega, quel fatidico 16 marzo 2009 in quel luogo ameno tra Marina di Modica e Sampieri, che divenne teatro di un incubo proiettato alla ribalta delle cronache internazionali.

L’appuntato, rispondendo alle domande della pubblica accusa Alessia La Placa, dinanzi al collegio penale presieduto dal giudice Antongiulio Maggiore, ha parlato con lucida precisione di quei quattro cani neri e marrone, descritti come di piccola taglia ma piuttosto aggressivi, che circondavano il piccolo corpo insanguinato del bimbo ancora cosciente, dopo averlo più volte azzannato. Era stato un gruppo di turisti in camper a guidare i due Carabinieri fino al luogo dell’orrenda aggressione, quando i cani, in branco, accerchiarono il piccolo Giuseppe, che stava pedalando in bici, non concedendogli scampo.

Il militare ha riferito di aver visto Virgilio Giglio, il custode dei cani e proprietario dell’immobile, aggirarsi nei pressi del suo casolare, senza aver compreso la gravità di quanto accaduto e non capendo le richieste di aiuto dello stesso Carabiniere. «Non si preoccupi – gli avrebbe risposto – i cani sono tranquilli, non fanno nulla». Coimputati nel procedimento, assieme a Giglio, sono l’ex sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque; Saverio Agosta, Antonino Avola e Roberto Turlà, ovvero i veterinari dell’Asp, e infine Salvatore Calvo e Giuseppe Pisana, entrambi dipendenti comunali.

Parti civili sono i genitori, il nonno e lo zio del piccolo Giuseppe Brafa; l’Asp 7 di Ragusa, il Comune di Scicli e quattro vittime dell’aggressione dei cani, tra cui la giovane turista tedesca rimasta sfregiata al volto nella seconda aggressione verificatasi a meno di 24 ore dal decesso del piccolo Giuseppe, sulla spiaggia di Sampieri. Il processo proseguirà il 28 novembre con l’audizione di altri testimoni, che, in totale, sono oltre 50.