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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 877
MODICA - 23/10/2012
Cronache - Gli operatori ecologici rischiano il rinvio a giudizio per interruzione di pubblico servizio

Indagati 76 netturbini a Modica per "sciopero selvaggio"

La procura ha notificato in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini agli interessati e ai loro difensori

Rischiano il rinvio a giudizio per l’accusa di interruzione di pubblico servizio 76 operatori ecologici indagati dalla procura e alle dipendenze della ditta modicana «Puccia», che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in città. La procura ha notificato in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini agli interessati e ai loro difensori, gli avvocati Salvo Maltese, Piero Sabellini, Carmelo Ruta, Robin Giannone, Antonio Giannone e Giovanni Cassarino, che consente alle parti in causa di produrre nuovi elementi probatori a discolpa per puntare all’archiviazione del reato, scongiurando il rinvio a giudizio.

Era stato proprio il titolare dell´impresa, Giorgio Puccia, a presentare querela il 27 giugno scorso nei confronti dei propri dipendenti, che si astennero per tre giorni consecutivi dal lavoro, lasciando la città sporca e i cassonetti traboccanti di pattume. Gli operatori ecologici incrociarono le braccia dal quattro al sei giugno scorsi per protestare sulla mancata corresponsione degli emolumenti relativi a due mensilità.

Un copione, che, peraltro, si sta ripetendo pure in questi giorni. In origine erano 96 gi operatori ecologici indagati su 102 in organico. Mancavano solo quelli assenti per malattia, ferie o altri motivi. Durante le indagini, 20 indagati riuscirono a fornire elementi convincenti sulla loro assenza dal posto di lavoro e furono pertanto esclusi dal corposo elenco degli indagati.

Il quattro giugno scorso gli interessati furono comunque autorizzati a svolgere un´assemblea sindacale che poi sarebbe sfociata nello sciopero di tre giorni per il quale i 76 netturbini rischiano adesso il rinvio a giudizio. Per l’azienda la denuncia querela fu un atto dovuto al fine di giustificare alla giunta e ai cittadini come mai la città fosse stata lasciata per tre giorni sommersa dalla spazzatura, con tutti i disagi del caso.