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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 863
MODICA - 12/10/2012
Cronache - La gestione dei rifiuti a Modica rischia di implodere: comune debitore con la ditta

Cassonetti in fiamme e presunta aggressione a netturbino

La richiesta di un vertice urgente con la Cna da parte di una ditta sempre più con l’acqua alla gola, a causa delle reiterate intimidazioni a carico dei titolari, e un prossimo incontro con il prefetto per discutere dell’opera distruttrice dei piromani
Foto CorrierediRagusa.it

Altri quattro cassonetti dei rifiuti in fiamme nella notte, una presunta e «misteriosa» aggressione a un netturbino finito in ospedale, decreti ingiuntivi al comune di Modica per le spettanze dovute alla ditta «Puccia», con lo stesso titolare sempre più intenzionato a mollare il servizio di raccolta della spazzatura.

E poi ancora la richiesta di un vertice urgente con la Cna da parte di una ditta sempre più con l’acqua alla gola, a causa delle reiterate intimidazioni a carico dei titolari, e un prossimo incontro con il prefetto per discutere dell’opera distruttrice dei piromani, che hanno finora incendiato oltre 150 cassonetti in tre anni, con un danno di circa 50mila euro patito dalla «Puccia». Gli ultimi quattro cassonetti sono stati distrutti l’altra notte al quartiere Fiumara.

Altri cassonetti sono invece stati rovesciati al centro della strada in contrada Musebbi, poco dopo la rotatoria della ex statale 115. Diventa sempre più incandescente in città l’affaire pattume, con gli oltre 100 netturbini che non ce la fanno proprio più ad arrivare alla fine del mese, con la benzina che comincia a scarseggiare per i mezzi di lavoro e con la «chiusura dei rubinetti» da parte del loro stesso principale, Giorgio Puccia (foto), che, già da sette mesi, anticipa di tasca propria gli stipendi, dal momento che il comune è debitore di circa 2milioni 500mila euro con la ditta.

Giorgio Puccia appare sempre più provato e non ce la fa più. Ma se la «Puccia» molla per davvero, Modica potrebbe sprofondare tra i rifiuti, come ha già rischiato Pozzallo, perché la «Puccia» chiuderebbe i cancelli dei suoi centri di raccolta. E dove sarebbe conferito il pattume modicano? Il vertice con la Cna in programma per lunedì prossimo, con le piccole e medie imprese in assemblea pubblica, servirà a discutere anche di questi aspetti inquietanti di una vicenda sempre più ingestibile, a causa della mancanza di liquidità e del clima intimidatorio venutosi a creare, che qualcuno tenta altresì di strumentalizzare ad arte.

Gira voce, difatti, che un netturbino, che svolge anche attività sindacale, sarebbe stato aggredito per futili motivi. La circostanza è stata però smentita da un venditore ambulante di ortofrutta del quartiere Sorda, additato come colui che avrebbe sferrato un pugno in faccia all’operatore ecologico. «Un paese intero parla di questa storia – riferisce il fruttivendolo, che desidera mantenere l’anonimato – ma le posso assicurare che nulla di tutto ciò è accaduto, almeno con me nelle vesti di coprotagonista. Ho solo litigato di buon mattino con mio fratello minore, come spesso accade tra familiari, per motivi di lavoro, ma nulla di più. Non ho aggredito nessun netturbino».

Eppure, fonti attendibili, anche sindacali, parlano di un aggressione subita dall’operatore ecologico, che, a quanto pare, però, avrebbe provocato la reazione del presunto aggressore, spazzando i rifiuti in strada e accumulandoli sotto l’autocarro dove viene esposta la frutta. E così mentre la Cgil conferma l’aggressione subita dall’operatore ecologico, che si sarebbe fatto prestare le prime cure al pronto soccorso del «Maggiore», seppure evidenziando dinamiche differenti, il fruttivendolo presunto aggressore nega d’aver anche solo sfiorato il netturbino. Al di là di tutto questo, resta il clima d’incertezza di un settore, quello della gestione dei rifiuti, sull’orlo di un’implosione, con effetti che potrebbero rivelarsi nefasti per gli incolpevoli cittadini, peraltro chiamati a pagare ogni anno una tarsu sempre più «pesante», tra le più «salate» della provincia.