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MODICA - 06/10/2012
Cronache - Il modicano, reo confesso, accusato di omicidio volontario

Uccise il padre a colpi di spranga, esecutiva la condanna

Essendo la sentenza passata quindi in giudicato, la procura generale presso la corte d’appello di Catania ha emesso un ordine di carcerazione, cui è stata subito data esecuzione dai Carabinieri della compagnia di Modica
Foto CorrierediRagusa.it

E’ tornato in carcere il modicano che ammazzò il padre a colpi di spranga in testa. Corrado Moncada (foto), 49 anni, modicano, dovrà scontare la pena residua in una cella del carcere di Piano del Gesù, dove vi aveva trascorso già due anni, per poi essere affidato ad una comunità terapeutica di Modica, in regime di arresti domiciliari.

Adesso Moncada è tornato di nuovo in carcere a seguito della sentenza emessa dalla suprema corte di Cassazione, che ha confermato la pena inflitta dai giudici della corte d’Assise d’appello di Catania, pari a dieci anni di reclusione, due in meno rispetto alla sentenza di primo grado emessa dall’allora gup del tribunale modicano Patricia Di Marco. Essendo la sentenza passata quindi in giudicato, la procura generale presso la corte d’appello di Catania ha emesso un ordine di carcerazione, cui è stata subito data esecuzione dai Carabinieri della compagnia di Modica, che ammanettarono l’uomo quel tragico 22 agosto 2009, quando uccise il padre Emanuele, 73 anni, ex operatore ecologico comunale. Moncada finì il padre davanti all’abitazione di via Egitto, a Modica Alta.

I giudici catanesi avevano tenuto conto delle attenuanti generiche, riducendo di due anni la pena, ora divenuta esecutiva. L’avvocato Enrico Platania, difensore di fiducia di Moncada, puntò l’arringa difensiva sull´attenuante della provocazione che il suo assistito avrebbe subito dal padre, il quale, secondo la tesi del legale, dilapidava i soldi al gioco, in particolare con i biglietti «Gratta e vinci». Il magistrato modicano, all´epoca, escluse le aggravanti della crudeltà e concesse l’attenuante della seminfermità mentale. Moncada fu accusato di omicidio volontario, dal momento che ammise i fatti in sede d’interrogatorio.

Moncada uccise il padre con dieci colpi inflitti con una spranga, quattro dei quali risultarono mortali. Secondo la tesi difensiva, però, sarebbe stata la vittima a colpire per primo, scatenando la follia omicida del figlio. Lo psichiatra nominato a suo tempo dal gup definì Moncada come un soggetto solo in parte sano di mente, e dunque facilmente pericoloso. La pubblica accusa chiese la condanna di Moncada a 21 anni di carcere.