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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 754
MODICA - 29/09/2012
Cronache - Tutti davanti al giudice il prossimo 25 febbraio

Rinvio a giudizio per Puccia e altri 7 imputati

L’inchiesta sull’appalto e sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti
Foto CorrierediRagusa.it

Tutti rinviati a giudizio gli otto imputati dell’inchiesta sull’appalto e sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Modica, che dovranno comparire dinanzi al giudice il prossimo 25 febbraio. Il gup ha quindi accolto in toto le richieste della procura.

Alla sbarra il dirigente pro tempore del settore ecologia Giorgio Muriana; Giorgio Puccia (foto) e i due figli Paolo e Giuseppe, tutti e tre titolari dell’omonima impresa che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Modica; l’ex assessore all’ecologia Tiziana Serra, e i dipendenti Giovanni Baglieri, Fabio Cataudella e Antonino Scarso.

I reati contestati, limitatamente alle responsabilità dei singoli imputati, spaziano dalla turbata attività d’incanti alla truffa aggravata ai danni del comune, passando per la frode nell’appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Senza contare i reati ambientali scaturenti dalla violazione della normativa in materia.

Stando a quanto appurato da Guardia di Finanza e Polizia, nelle indagini congiunte protrattesi per mesi ed originatesi dall’affidamento in appalto del servizio nel 2009, in regime di proroga, Puccia avrebbe costretto il responsabile del lavaggio dei cassonetti della spazzatura a smaltire illegalmente i reflui sulla riva del fiume Irminio. Si tratta di rifiuti tossici e pericolosi, in quanto contenenti gli agenti chimici dei prodotti per il lavaggio dei cassonetti. Tutto questo per diminuire i costi di smaltimento legale ed accrescere i ricavi.

Il tribunale del riesame di Catania aveva annullato la misura restrittiva dell’obbligo di firma periodica per i tre Puccia, padre e figli, facendo altresì cadere l’accusa di estorsione in danno di alcuni operatori ecologici e attenuando i reati di turbativa d’asta e frode, in riferimento all’appalto del servizio.

Si sono costituiti parte civile nel procedimento Giuseppe Busso e Vera Squadrito, titolari dell’associazione temporanea d’imprese «Busso – Ecosì», alla quale poi subentrò Puccia nella gestione del servizio a Modica, e l´ex dipendente di Puccia, Salvatore Avola, che fu licenziato. Non si è costituito parte civile invece il comune di Modica, che figurava comunque come parte lesa.

I rami d’azienda dell’impresa modicana erano invece stati dissequestrati su decisione del gip del tribunale di Modica, che aveva riesaminato la vicenda, che, il sette novembre 2011, portò al sequestro dell’intera azienda e di tutto il patrimonio che fa parte dell’impresa. Il magistrato aveva disposto il dissequestro dei cantieri di Canicattini Bagni, Portopalo e all’impianto di trasformazione di contrada Piano Ceci a Modica, disponendo in un secondo tempo la rimozione dei sigilli anche per la sede legale della società modicana per il servizio di igiene ambientale di via Modica Ragusa. La ditta, per qualche mese, era rimasta sotto la tutela dell’amministratore giudiziale nominato dalla Procura, Walter Buscema.


29/09/2012 | 21.54.04
wcuccia

ma poverino ,ma guardatelo ma secondo voi con quel faccino avrebbe potuto fare tutto questo?mala pinsanti siti