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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:09 - Lettori online 1663
MODICA - 24/08/2012
Cronache - Episodi poco chiari attinenti, o comunque collegati, al settore della sanità

Funerali "a domicilio" al "Maggiore", oltre 60 indagati

Le indagini dei Carabinieri avrebbero portato alla luce dei «favoritismi» concessi ad almeno un paio di agenzie di onoranze funebri, nell’ambito dei decessi dei pazienti
Foto CorrierediRagusa.it

Si allarga a macchia d’olio l’indagine sul «Caro estinto» all’ospedale «Maggiore» (foto) e non solo. Sono difatti addirittura oltre 60 le persone iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta condotta dalla procura, su episodi poco chiari attinenti, o comunque collegati, al settore della sanità, in primis sulla vicenda del cosiddetto «Caro estinto» al «Maggiore».

Le indagini dei Carabinieri avrebbero portato alla luce dei «favoritismi» concessi ad almeno un paio di agenzie di onoranze funebri, nell’ambito dei decessi dei pazienti all’ospedale «Maggiore». La tanto collaudata quanto scorretta pratica del «Caro estinto» prevedeva difatti che un assistente socio sanitario in particolare avvisasse in tempo utile il titolare dell’agenzia «amica» della morte di un degente, in modo tale che uno dei dipendenti si presentasse con fulminea velocità ai parenti del defunto per organizzare i funerali, battendo sul tempo la concorrenza, in maniera fin troppo sleale.

L’assistente socio sanitario, che risulta indagato assieme ad una mezza dozzina di colleghi, oltre a infermieri, conducenti di ambulanze, titolari e dipendenti di un paio di agenzie di onoranze funebri, era già finito nel mirino degli inquirenti per il possesso di alcune decine di confezioni di farmaci sottratte alla farmacia dell’ospedale «Maggiore» e rinvenute nella sua abitazione. In quel filone risulterebbero indagati anche alcuni farmacisti.

Tornando alla vicenda del «Caro estinto», l’assistente socio sanitario si sarebbe creato una rete di «informatori» per compiacere le agenzie di onoranze funebri «amiche», assicurandosi dei compensi, parte dei quali lo stesso indagato avrebbe poi «girato» ai suoi complici. Sarebbero invece almeno due le denunce dalle quali è partita l’inchiesta della procura: una sporta da uno dei titolari delle agenzie di onoranze funebri oneste, danneggiate da questo meccanismo illecito.

L’altra denuncia sarebbe invece stata presentata da uno dei parenti di un degente defunto, dopo essere stato avvicinato da un operatore sanitario che gli avrebbe segnalato, senza nessuna preventiva richiesta, un’agenzia «amica» per i funerali. Sono un centinaio le persone già sentite sulla vicenda, di cui sarebbe stata all’oscuro la direzione sanitaria del «Maggiore».