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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 820
MODICA - 14/08/2012
Cronache - Era stata arrestata con altre quattro persone per associazione per delinquere finalizzata alla truffa

Presunte truffe a Modica, torna libera Lisa Persiani

Il magistrato ha evidentemente ritenuto marginale la posizione della donna

Remissione in libertà per Lisa Persiani, 29 anni, arrestata assieme ad altre quattro persone per associazione per delinquere finalizzata alla truffa. La donna, dipendente di una società immobiliare finita nel mirino della Guardia di finanza nell’ambito delle indagini durate oltre un anno e che abbracciano un quinquennio di attività delle persone finite in manette, è tornata libera su decisione del gip Lucia De Bernardin.

Il magistrato ha evidentemente ritenuto marginale la posizione della Persiani, che, nell’interrogatorio di garanzia, aveva riferito di non sapere nulla di presunte truffe, ma di seguire alla lettera le indicazioni che le venivano fornite dai suoi superiori. In sostanza, la Persiani non discuteva, ma eseguiva, ignara degli altarini saltati fuori dalle indagini dei Finanzieri, che hanno passato ai raggi x le attività del quintetto.

Il gip ha quindi accolto la richiesta dell’avvocato Mario Caruso, riservandosi di decidere se rimettere in libertà anche gli altri quattro soggetti, che, al momento restano ristretti nelle rispettive abitazioni: si tratta di Giovanni e Cristina Conti, di 49 e 26 anni, Maria Campo, di 47, residenti tra Ragusa e Modica e difesi dall’avvocato Caruso, nonché di Carmelo Nobile, 48 anni, difeso dagli avvocati Di Paola e Platania.

Tutti gli imprenditori e i loro stretti collaboratori sono incensurati, e, stando alle parole dell’avvocato Caruso, «Tutti sono sprofondati nella disperazione più totale a causa degli improvvisi arresti e di un impatto mediatico devastante». In particolare proprio la Persiani, ora tornata libera, e Cristina Conti sarebbero rimaste profondamente scosse da quanto accaduto, perché già alle prese con problemi personali e situazioni delicate.

La Guardia di finanza contesta ai cinque soggetti diverse circostanze: immobili «fantasma» ceduti ad ignari acquirenti, atti di compravendita fasulli, pagamenti effettuati con assegni scoperti o comunque non incassabili. E poi ancora fatture per la ristrutturazione di edifici non del tutto pagate alle ditte responsabili dei lavori e acquisizioni di quote di società con meccanismi poco ortodossi, il tutto con la connivenza di una mezza dozzina di prestanome, anche tramite società compiacenti, con dichiarazioni mendaci per sviare le indagini delle Fiamme gialle.

I clienti delle cinque persone arrestate venivano raggirati con la promessa di lauti sconti sull’acquisto degli immobili «a scatola chiusa», basandosi solo sulla fiducia. Tra gli illeciti contestati anche una truffa nell’acquisto delle quote di una società che gestiva una discoteca sulla Marina di Ragusa – Donnalucata.