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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1491
MODICA - 11/08/2012
Cronache - Il 65enne P.R. rischia da uno a sei anni di carcere

Si dice innocente imprenditore denunciato per evasione

La Guardia di Finanza ha attestato la falsità dei documenti che accompagnavano la merce, che risultava venduta in Romania, Slovenia e Malta, per evadere l’Iva
Foto CorrierediRagusa.it

Si dice estraneo ai fatti l’imprenditore modicano di 65 anni, P.R. le iniziali, operante nel settore della grande distribuzione di prodotti per i supermercati, denunciato dall’antifrode dell’ufficio dogane di Siracusa e dalla Guardia di finanza di Ragusa per una evasione dell’Iva di 9 milioni.

L’avvocato Salvatore Poidomani precisa che il suo cliente proverà la propria innocenza in giudizio, considerato che la vicenda si presenta parecchio complessa sotto il profilo giuridico, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione delle norme tributarie.

In altre parole, l’imprenditore modicano, proprietario dei magazzini ubicati nella zona industriale di Modica – Pozzallo, sarebbe rimasto vittima delle dichiarazioni false e dei comportamenti in malafede delle società estere che si proponevano di esportare i suoi prodotti fuori dall’Italia, ma che, di fatto, invece non li facevano uscire dal Paese.

Stando alle dichiarazioni rese dall’avvocato, quindi, l’imprenditore modicano disconosceva la circostanza che la merce che consegnava a queste fantomatiche società, spesso esistenti solo sulla carta, poi non veniva nei fatti esportata. Tutto questo perché si sarebbe trattato di un grande imbroglio di cui, a questo punto, stando almeno alla tesi difensiva, pure l’imprenditore 65enne sarebbe rimasto coinvolto in maniera inconsapevole, assieme ad altri suoi colleghi e ad alcune grandi catene di distribuzione e di supermercati.

Lo stesso fratello del 65enne, S.R., di 52 anni, era stato denunciato un paio di mesi fa, sempre dai Finanzieri, per il medesimo reato. In quel caso l’imprenditore, anche lui operante nel settore dei supermercato, avrebbe evaso Iva per 11 milioni di euro. Pure quell’imprenditore modicano si era detto estraneo ai fatti. P.R. rischia adesso da uno a sei anni di carcere, come confermato dalla Finanza, che ha posto sotto sequestro beni per un valore complessivo di cinque milioni di euro.

I DETTAGLI DELL´OPERAZIONE
Rischia da uno a sei anni di carcere l’imprenditore modicano di 65 anni denunciato in quanto ritenuto essere responsabile dagli inquirenti di una maxi evasione fiscale di nove milioni di euro e al quale sono stati posti sotto sequestro beni per un valore complessivo di cinque milioni.

A finire nella rete dell’antifrode dell’ufficio delle dogane di Siracusa e del comando provinciale della Guardia di finanza di Ragusa è stato P.R., operante nel settore della grande distribuzione dei supermercati, con i magazzini ubicati nella zona industriale di Modica – Pozzallo, presunto artefice della vecchia ma collaudata truffa cosiddetta «a carosello». L’imprenditore è il fratello dell’altro soggetto denunciato lo scorso giugno, S.R., 52 anni, sempre per lo stesso reato, in quanto presunto responsabile di una maxi frode, con l’evasione dell’Iva per circa 11 milioni di euro, su un fatturato di oltre 50 milioni. In quel caso l’imprenditore si era dichiarato estraneo ai fatti, rigettando le accuse. Quelle stesse accuse adesso mosse al fratello 65enne, anche lui, come accennato, operante nel settore dei supermercati.

Un’operazione complessa, quella portata avanti da Guardia di finanza e responsabili della dogana, perché non è stato facile attestare la falsità dei documenti che accompagnavano la merce, che risultava venduta in Romania, Slovenia e Malta, per evadere l’Iva. In realtà i prodotti alimentari venivano venduti in Italia a prezzi notevolmente ridotti, danneggiando la concorrenza con metodi sleali. Ad insospettire finanzieri e doganieri, in primis, l’assoluta incongruità dei tempi di percorrenza dei camion per raggiungere le mete. Dalla Romania alla Slovenia, ad esempio, risultava che la merce arrivasse in poche decine di minuti, manco se il trasporto fosse stato effettuato con il fantascientifico sistema del teletrasporto.

La truffa è stata scoperta tra i territori di Ragusa e Modica, dove l’imprenditore operava, e Siracusa, territorio dal quale la dogana ha coordinato le operazioni per inchiodare l’imprenditore alle proprie responsabilità, come confermato dal direttore ufficio dogane di Siracusa Salvatore Trentino, il quale ha evidenziato la complessità della documentazione fittizia e all’apparenza del tutto regolare. «Abbiamo impiegato un bel po’ – dice Trentino – per individuare tutti i passaggi della truffa «a carosello».

L’imprenditore effettuava pagamenti in contante o tramite assegni circolari a persone prestanome, che, spesso, non avevano nulla a che vedere con il commercio all’ingrosso nel settore dei supermercati. Le bolle che accompagnavano la merce – ha aggiunto Trentino – presentavano tra l’altro grosse incongruenze dal punto di vista temporale, quasi che i vettori possedessero il dono dell’ubiquità per la consegna al domicilio dei destinatari fittizi in zone parecchio distanti le une dalle altre.

In alcuni casi – ha concluso Trentino – la data del carico effettuato nei magazzini della società nei magazzini della zona industriale di Modica – Pozzallo era la stessa di consegna della merce in Romania»! Le transazioni effettuate, dichiarate per «cessioni intracomunitarie», sono state fatturate franco partenza con ritiro dei beni da parte del cessionario comunitario. Dall’esame delle fatture emesse nei confronti di acquirenti maltesi, romeni e sloveni non è emersa la prova del trasporto, o comunque, della consegna della merce. La società, sebbene più volte esortata ad emettere prova della movimentazione fisica dei beni dall’Italia, non è stata in grado di presentare alcun documento comprovante il trasferimento materiale della merce fuori dal territorio nazionale. Anche la dichiarazione resa da un autotrasportatore della merce inviata in Romania ha confermato che la documentazione del strasporto a lui imputata era falsa.

La merce sottratta a tassazione è stata difatti in realtà venduta nel mercato nazionale a prezzi decisamente concorrenziali, con conseguente destabilizzazione del mercato e della leale concorrenza, in danno dei tanti operatori commerciali che operano nel rispetto delle regole.

Soddisfatto, a questo proposito, il maggiore della Guardia di finanza Massimiliano Pacetto: «Mi piace evidenziare – ha detto il finanziere – come questa ennesima operazione antifrode abbia consentito il agevolare gli imprenditori onesti, che risultavano danneggiati nei loro affari da queste pratiche scorrette dei prezzi al ribasso, che l’imprenditore poteva praticare senza andare in perdita proprio per via della truffa «a carosello» che abbiamo scoperto dopo mesi d’indagini».

(foto: da sx Pacetto, Minuto, Puleio, Loddo e Marino)


evasioni varie
10/08/2012 | 19.04.05
Antg

@ Marco: ... ma tu come mai evadi gli accenti sulle "e" ?


Infatti non è giusto
09/08/2012 | 19.01.05
Giovanni Cappello

Caro Marco,
infatti NON è giusto che NON vengano condannate. Il mio era solo un modo ironico per stigmatizzare il diverso trattamento giudiziario riservato DA SEMPRE alla parte politica cui appartengono le Coop. Ci tengo a sottolineare che dico questo pur NON essendo un berlusconiano, ma semplicemente un cittadino schifato di come vanno le cose in questa putrida Italia dove galleggiano SOLO i soliti noti e agli altri ci tocca unicamente di recitare il ruolo dei polli da spennare.


COSI VA AVANTI L´ITALIA
09/08/2012 | 17.32.37
MARCO

CARO GIOVANNI,
IO SONO GIA RASSEGNATO,MA CHE TU DICI CHE CONAD FA PARTE DELLE COOPERATIVE E NON PUO´ ESSERE CONDANNATA NON MI SEMBRA GIUSTO!!!!!!INFATTI UNO DEI MOTIVI X CUI NOI ITALIANI ABBIAMO UNA PRESSIONE FISCALE COSI ALTA E PROPRIO IL MANTENIMENTO DI QUESTE COOPERATIVE ,VISTO CHE LE LORO PERDITE VENGONO SANATE DALLE REGIONI!!!!


conad uguale coop
09/08/2012 | 16.29.57
Giovanni Cappello

Caro Marco,
la Conad appartiene alla galassia delle Coop (Pci, Pds, Ds, ecc.); quindi non va processata né condannata! Ce l´ha insegnato la Storia: da (molto prima di) Tangentopoli in poi. Rassegnati.


Non sono ne i primi e neanche gli ultimi
08/08/2012 | 22.34.28
Marco

Scusate ma non dimentichiamo che prima di loro e successa la stessa identica cosa al conad Sicilia!!!!!ma come e andata a finire??????booooooooo e sono passati 2 anni