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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1422
MODICA - 04/03/2008
Cronache - Modica - Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione

Chiuso il processo "Privè":
14 condanne per 44 anni

Altri 30 imputati sono stati assolti con formula piena Foto Corrierediragusa.it

Al tribunale di Modica (nella foto) si è chiuso con 14 condanne a complessivi 44 anni di carcere e 30 assoluzioni con formula piena, perché il fatto non sussiste, il maxi processo «Privè». Il procedimento era scaturito dall’omonima operazione condotta dalla polizia nell’aprile 2003 e che portò alla luce un presunto giro di prostituzione nei locali del comprensorio modicano, con particolare riferimento ad un ristorante di Scicli.

Secondo le indagini, la presunta banda avrebbe organizzato festini a luci rosse riservati ad una ristretta cerchia di clienti. Gli investigatori effettuarono oltre 14mila intercettazioni ambientali e telefoniche. Per tutti gli imputati è caduta l’accusa di associazione per delinquere.

Con l’accusa di sfruttamento della prostituzione le condanne sono scattate per: Giovanni Boiardi, 5 anni e 6 mesi e 4mila euro di multa; Benedetto Salvino, 5 anni e 3mila euro; Carlo Fiore, un anno e 8 mesi e 800 euro di multa, pena sospesa; Giovanni Siciliano, 5 anni e 3mila 500 euro; Giuseppe Mario Platania, 4 anni e un mese di carcere e duemila 500 euro di multa; Loredana Gulizzi, 4 anni e 3 mesi e duemila 700 euro di multa e Giuseppe Pagano, 5 anni e 3mila 500 euro.

Le condanne per favoreggiamento della prostituzione sono invece arrivate per Sebastiano Buscema, 2 anni e un mese di carcere e 500 euro di multa; Salvatore Fidone, un anno e 4 mesi e 350 euro, pena sospesa; Gianluca Pierri, un anno e 5 mesi e 400 euro, pena sospesa; Marco Iapichino, 2 anni e 2 mesi e 600 euro; Antonino Calabrese, 2 anni e un mese e 500 euro ed Emanuele Burrafato, 2 anni e un mese di carcere e mille 400 euro di multa.


Questi imputati sono stati altresì condannati all’interdizione dai pubblici uffici per la durata delle rispettive pene.

Le assoluzioni con formula piena, perché il fatto non sussiste, sono invece arrivate per Andrea Caschetto; Giuseppe Campo; Veronica Blundo; Giulio Fidone; Emiliano Cappello; Luigi Spata; Giuseppe Matarazzo; Gianfranco Sabatini; Riccardo Valoncini; Rocco Petrelli; Vittorio Romano; Luciano Maio; Lucia Minardi; Giuseppe Iacono; Emanuele Diquattro; Angelo Firrincieli; Giombattista Amodei; Raffaele Bulcassimo; Giovanni Bellassai; Rosanna Musumeci; Pietro Bellia; Salvatore Cucurullo; Bartolomeo Trovato; Gioachino Iozzia; Aldo Russo; Francesco Bellia; Rosangela Saleri e Gabriella Nunzia Santonocito.

Il pm Maria Mocciaro aveva chiesto, al termine della requisitoria, circa 120 anni di carcere. La pena più pesante era stata chiesta per Boiardi: 8 anni di reclusione. Quest’ultimo era stato altresì accusato di aver costretto all’aborto con calci e pugni una ucraina 27enne, ballerina di lap dance, nonostante la ragazza fosse già al sesto mese.

Il ragusano Carmelo Chessari, 53 anni, presunto capo della banda, aveva già chiuso i conti con la giustizia patteggiando la pena di un anno e sei mesi di carcere, con la sospensione condizionale, e 200 euro di multa. La difesa era tra gli altri composta dagli avvocati Michele Sbezzi, Rinaldo Occhipinti, Mario Caruso, Enrico e Maria Platania e Loredana Calabrese.