Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 784
MODICA - 19/07/2012
Cronache - Richiesta di rinvio a giudizio della procura per 6 insospettabili

Truffa in banca da Modica al Ghana, indagati padre e figli

Coinvolti anche degli incensurati e insospettabili dipendenti del villaggio turistico Baia Samuele di Sampieri

Truffe telematiche e finanziarie per circa 60mila euro tra lo stato del Ghana e l’Italia ai danni della Banca Intesa, attraverso artifizi a raggiri posti in essere per «ripulire» il denaro provento delle truffe e far percepire un illecito profitto ai presunti complici all’estero.

Sono 6 i soggetti, padre e due figli, tra cui degli incensurati e insospettabili dipendenti del villaggio turistico Baia Samuele di Sampieri, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di falsificazione di traveller’s cheques American Express, ricettazione, truffa e riciclaggio in concorso con persone in apparenza residenti nel Ghana. La procura di Modica ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio al gup del tribunale.

Uno degli indagati si teneva in contatto telefonicamente e tramite e-mail con uno dei tre sedicenti ghanesi per concordare le modalità delle varie spedizioni dei titoli traveller’s cheques American Express contraffatti, che venivano di volta in volta spediti tramite corriere Dhl Express con pacco celere al domicilio di uno dei truffatori. I titoli falsi venivano poi posti all’incasso da tre truffatori, il padre e i due figli, nelle filiali della Banca Intesa Sanpaolo di Modica in via Sacro Cuore ed in corso Umberto, ricevendo in cambio una provvigione del 10% per ogni titolo cambiato.

Nell’operazione illegale erano coinvolti, perfettamente consapevoli del reato che stavano commettendo, anche soggetti incensurati dipendenti del villaggio turistico del litorale modicano e sciclitano. Queste persone insospettabili, dopo essersi guadagnati la fiducia e la stima degli impiegati di banca, effettuavano le conseguenti operazioni di trasferimento nello stato africano, anche tramite l’agenzia Western Union di via Resistenza Partigiana, della valuta riscossa dopo la negoziazione dei falsi titoli.

Il sistema ingegnoso, che durava da mesi, è stato però alla fine tracciato e scoperto, con titoli che i malviventi non riuscivano a negoziare in quanto sottoposti a sequestro dalla sezione di polizia giudiziaria già nel gennaio 2011, su indagini dirette dal sostituto procuratore Gaetano Scollo e coordinate dal procuratore Francesco Puleio.