Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1128
MODICA - 03/07/2012
Cronache - Dopo il ricorso in appello della procura avverso la sentenza assolutoria

"Modica bene", indagini riaperte per alcuni imputati

Le nuove indagini riguardano solo gli imputati del rito ordinario ed escludono quelli del rito abbreviato, vale a dire i fratelli Drago, Torchi, Pitino, Floriddia e La Pira

Saranno riaperte le indagini sulla vicenda «Modica bene», dopo che la procura ha avanzato ricorso in appello avverso la sentenza di assoluzione emessa qualche mese fa dal gup Patricia Di Marco. Le nuove indagini riguarderanno solo gli imputati che avevano scelto il rito ordinario, e non anche quelli giudicati con il rito abbreviato, che cristallizza le prove a carico.

Si ricomincerà quindi da zero, con una nuova serie d’indagini volte ad accertare le circostanze sostenute dalla pubblica accusa, secondo cui il gup non avrebbe valutato il quadro probatorio nel suo complesso, ma solo in maniera frazionata. La procura contesta altresì il mancato inserimento agli atti delle dichiarazioni spontanee rese da uno degli imputati, Bruno Arrabito, che, in sostanza, avvalorava le tesi della pubblica accusa, con particolare riferimento alla spiegazione della documentazione bancaria, dalla quale risultavano cifre elevatissime transitate (per la maggior parte in contanti) nei conti correnti riconducibili agli imputati.

Nell’udienza celebratasi con il rito abbreviato gli imputati erano andati tutti assolti. Si trattava in particolare dei fratelli Giuseppe e Carmelo Drago e dell’ex sindaco Piero Torchi, di Giorgio Aprile, Giancarlo Floriddia, quest’ultimo all’epoca dei fatti segretario provinciale dell’Udc, Massimo La Pira e Vincenzo Pitino. L’unica assoluzione era stata chiesta per Giovanni Vasile. L’assoluzione era arrivata con la formula perché il fatto non sussiste, ovvero la formula piena, per l´insussistenza dei fatti.

Con la medesima formula erano stati altresì assolti gli altri undici imputati che avevano scelto il rito ordinario e per i quali era stato chiesto il rinvio a giudizio dalla pubblica accusa. Si tratta dei fratelli Bruno e Massimo Arrabito, Gabriele Giannone, Carlo Fiore e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria. E poi ancora Giancarlo Francione, Marcello Sarta, Rosario Vasile, Vincenzo Leone e Giuseppe Piluso. Tutti e 19 gli imputati (gli otto del giudizio abbreviato e gli altri undici del rito ordinario) erano accusati di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e al riciclaggio di denaro. Era stato contestato anche l’abuso d’ufficio.