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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1248
MODICA - 26/06/2012
Cronache - Un modicano di 33 anni finisce nella rete della polizia

Truffa al direttore di banca e al nonno: manette per Macrì

L’uomo non aveva esitato a derubare amici e parenti, appropriandosi di carte d’identità, carte di credito, assegni e bancomat Foto Corrierediragusa.it

Amava spendere, ma svuotando le tasche altrui. Tra le vittime di un prolifico truffatore di Modica, pure il direttore di filiale di una banca, una impiegata del medesimo istituto di credito, parenti strettu e svariati amici. Dopo aver collezionato un discreto numero di furti e truffe, per un ammontare di circa 30mila euro, non facendosi mancare neanche il reato di ricettazione, la breve ma intensa «carriera» di delinquente dell’incensurato modicano Fabio Macrì (foto), 33 anni, è terminata all’alba di lunedì con l’arresto eseguito dalla polizia.

L’uomo non aveva esitato a derubare persino il padre e il nonno, appropriandosi di carte d’identità, carte di credito, assegni e bancomat. Il modicano è stato ammanettato a Misterbianco, nel Catanese, dove si era stabilito da qualche tempo, dopo aver lasciato dietro di sé una lunga scia di denunce. Gli altarini sono stati scoperti dagli agenti del vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino, nell’ambito delle indagini dirette dal sostituto procuratore Gaetano Scollo e coordinate dal procuratore Francesco Puleio.

Macrì è stato raggiunto da ben tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per i reati di cui è ritenuto responsabile e da cui sono scaturiti altrettanti procedimenti penali. Tra gli episodi accertati dalla polizia, quello dello scorso sette dicembre ai danni del modicano S.F., cui Macrì aveva sottratto la carta di credito e un assegno bancario. La vittima e il ladro erano legati da una solida amicizia, e proprio di questa circostanza Macrì avrebbe approfittato, sottraendo la carta e l’assegno mentre era ospite in casa dell’amico, in quel momento sotto la doccia.

Il truffatore si era quindi recato dal titolare di una gioielleria a Modica per fare acquisti con la carta di credito sottratta all’ignaro amico, producendo altresì la falsa «Procura Speciale», a firma falsificata «F. S.», riportante il timbro, contraffatto, con la sigla di un notaio, risultato estranei ai fatti, e il timbro lineare del medesimo studio notarile.

Macrì aveva acquistato una collana da donna in oro giallo, due bracciali ed un orologio da uomo «Dolce e Gabbana per complessivi mille 700 euro. Nell’ottobre 2011 il modicano finito in manette aveva utilizzato degli assegni di provenienza furtiva di cui le vittime avevano denunciato lo smarrimento. Uno di questi assegni Macrì lo aveva consegnato all’amico derubato della carta di credito e del titolo bancario, a mo’ di risarcimento. Come dire, oltre al danno pure la beffa.

Tra le vittime del truffatore anche una impiegata di banca, pure lei amica, alla quale Macrì riservò il medesimo trattamento, procurandole un danno di 3mila euro. Inoltre, come accennato, Macrì trasse in errore pure un direttore di banca, effettuando un prelievo non autorizzato di seimila euro dal conto corrente del padre. Infine, facendo finta d’essere interessato ad un appartamento in locazione in zona centrale a Ragusa, Macrì distrasse l’agente immobiliare, sottraendogli oltre 300 euro.


POVERO NONNO!
17/08/2012 | 16.11.13
max

Sì, pure il nonno amava spendere svuotando le tasche altrui!


povere carpe...
27/06/2012 | 17.36.44
vincenzo

...finire a nutrire stomaci di cotanta portata...