Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:57 - Lettori online 780
MODICA - 17/06/2012
Cronache - E’ il 52enne modicano S.R. che opera nel settore della grande distribuzione alimentare

Si dice estraneo ai fatti imprenditore della maxi frode

Il «voluminoso» giro d’affari di oltre 50 milioni ha insospettito la Guardia di finanza
Foto CorrierediRagusa.it

Si dichiara estraneo ai fatti contestati e rigetta tutte le accuse l’imprenditore modicano S.R., 52 anni, ritenuto essere dagli inquirenti il responsabile di una maxi frode, con l’evasione dell’Iva per circa 11 milioni di euro, su un fatturato di oltre 50 milioni. L’imprenditore della grande distribuzione alimentare, accusato d’aver intrecciato dei rapporti d’affari fittizi con operatori commerciali maltesi, al fine di eludere l’Iva, nonostante i prodotti alimentari fossero poi venduti in ambito nazionale a prezzi notevolmente ridotti, controbatte alle accuse tramite il suo avvocato di fiducia Salvatore Poidomani (foto).

Il legale, in una nota, scrive che «Nel rispetto del lavoro svolto dagli investigatori e fiduciosi delle decisioni che assumerà la magistratura giudicante, sono doverose alcune precisazioni. La società – si legge nella nota – è completamente estranea ai fatti contestati, non essendoci dubbi che le presunte truffe siano state commesse dalle società maltesi, che, acquistando la merce in esenzione di Iva piuttosto che trasferirle a Malta, le avrebbero commercializzate nel territorio italiano.

Di queste circostanze – si continua a leggere nella nota dell’avvocato Poidomani – la società del mio assistito non ha avuto consapevolezza, essendo S.R. convinto in assoluta buona fede che la merce fosse destinata al mercato maltese. Quanto al mancato versamento dell’imposta all’erario, è da precisare che le merci sono state vendute senza Iva, per cui nessuna somma la società ha incamerato a tale titolo.

Per quanto concerne l’accusa di destabilizzazione delle regole di mercato, senza timore di essere smentiti – prosegue la nota – la società modicana afferma di aver venduto la merce applicando i prezzi correnti di mercato e nel rispetto delle regole della concorrenza. Al contrario, la società rivendica con orgoglio di aver introdotto da circa trent’anni un sistema di effettiva concorrenza in un settore spesso in mano a pochi, grandi gruppi. E’ questo che l’azienda continuerà a fare – conclude la nota – convinta dell’assoluta estraneità ai fatti e attendendo con serenità l’esito del procedimento.

I DETTAGLI DELLE INDAGINI
Evade il fisco per 11milioni di euro «mascherando» la circostanza con consistenti vendite di beni, tutte fittizie, nei confronti di operatori commerciali maltesi, ovvero di imprese nazionali dichiaratesi esportatori abituali. Tutto questo per non pagare l’Iva, come previsto da questo genere di vendite all’estero. In realtà le vendite erano però effettuate, a prezzi concorrenziali che destabilizzavano il mercato e ostacolavano la libera concorrenza, in ambito nazionale.

Il «voluminoso» giro d’affari di oltre 50 milioni dell’imprenditore modicano operante nella grande distribuzione del settore alimentare, S.R., 52 anni, ha insospettito la Guardia di finanza, che, dopo aver scoperto gli altarini, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del tribunale di Modica, per equivalente di beni, quote societarie e denaro per complessivi 10milioni 489mila 761 euro. L’imprenditore di Modica è stato denunciato assieme ad una cinquantina di titolari di aziende conniventi, maltesi ed italiane. Le Fiamme gialle hanno agito su disposizioni della procura di Modica, nell’ambito della colossale frode fiscale. Le indagini sono state coordinate dal procuratore Francesco Puleio e dirette dal sostituto procuratore Alessia Laplaca.

In particolare, nell’ambito dei numerosi ed attenti controlli condotti dalle Fiamme gialle a contrasto dell’evasione fiscale, i militari del nucleo di polizia tributaria di Ragusa guidati dal maggiore Massimiliano Pacetto hanno sottoposto a verifica fiscale la nota società modicana della grande distribuzione, che, negli ultimi anni, aveva esteso il giro d’affari a Malta, nell’ambito di cessioni definite «intracomunitarie». Una circostanza che ha messo in allarme i finanzieri, che, in breve tempo, hanno accertato la maxi-evasione posta in essere dalla società dell’imprenditore S.R., con il sistema della «frode carosello».

Tale particolare meccanismo, infatti, prevede che le vendite da parte dell’operatore commerciale nazionale nei confronti di società estere comunitarie, nel caso specifico maltesi, o di imprese italiane che esportino abitualmente in altri Paesi dell’Unione Europea, vengano effettuate in «sospensione d’imposta Iva». In altre parole il sistema prevede che l’imposta sul valore aggiunto non venga pagata in Italia, ma nel paese estero in cui la merce è esportata.

L’imprenditore ha approfittato di tale meccanismo per documentare finte esportazioni di merce, per lo più bevande e detersivi con incidenza Iva al 20%, attraverso l’utilizzo di fatture e documenti di trasporto falsi attestanti l’uscita dal territorio nazionale delle merci, per un ammontare complessivo, in quattro anni di attività, di oltre 50 milioni di euro ed Iva evasa per oltre 11 milioni di euro.

La merce così sottratta a tassazione è stata in realtà venduta nel mercato nazionale a prezzi decisamente concorrenziali, con conseguente destabilizzazione del mercato e della leale concorrenza, in danno dei tanti operatori commerciali che operano nel rispetto delle regole. Sono state individuate 24 società maltesi e 20 imprese nazionali coinvolte nella maxi frode. I dettagli dell’operazione sono stati illustratati in procura dal procuratore Puleio, dal comandante provinciale della Guardia di finanza Francesco Fallica e dal maggiore Pacetto.

Si sta nel frattempo procedendo al recupero delle somme sottratte all’erario, applicando il valido strumento del «sequestro per equivalente», ovvero alla sottrazione di beni, quote azionarie e denaro nella disponibilità dell’imprenditore modicano per un importo pari a circa 11 milioni di euro.


Almeno una volta
18/06/2012 | 23.41.32
Aurelio

Al di la dei soggetti in questione ci potrà mai essere un soggetto indagato che dichiarerà: si è vero, l´ho fatto!
In un altro mondo, forse.