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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 806
MODICA - 07/06/2012
Cronache - Si è tenuta l’udienza preliminare al Tribunale di Modica

Caso Edison "Campo Vega": rinvio a giudizio per 6 imputati

Intanto in una nota la Edison esclude qualsiasi ipotesi di inquinamento ambientale

Foto CorrierediRagusa.it

Tutti rinviati a giudizio i 6 imputati del processo relativo al «Campo Vega», relativo ai presunti sversamenti in mare di sostanze derivanti dall’estrazione di idrocarburi a cinque miglia al largo di Pozzallo, da parte della piattaforma galleggiante «Vega Oil», poi sostituita dalla «Leonis». Il prossimo 15 ottobre dovranno comparire dinanzi ai giudici Marcello Costa, direttore responsabile del sito di coltivazione e produzione mineraria; Michele Giannone e Francesco Lubrano Lavardera, comandanti pro-tempore della nave galleggiante «Vega Oil», asservito al sito di coltivazione e produzione mineraria «Campo Vega»; Angelo Maione, responsabile per la sicurezza e l’ambiente del «Campo Vega»; Umberto Quadrino, amministratore delegato della Edison Spa, proprietaria del «Vega Oil», annesso al «Campo Vega», di cui è società concessionaria, e Andrea Cosulich, amministratore delegato della «Fratelli Cosulich Spa», società armatrice del nominato Galleggiante «Vega Oil».

Il rinvio a giudizio è stato deciso dal gup Lucia De Bernardin, che ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore Francesco Puleio. Stando a quanto accertato dai due consulenti tecnici d’ufficio nominati dal gup, ovvero Antonio Barcellona, docente all’Università di Palermo, e Fabio D’Agostino, ammonterebbero a decine di milioni di euro i danni all’ecosistema marino che sarebbero stati causati dallo sversamento di olio di sentina ed altri materiali liquidi inquinanti dalla piattaforma «Vega». Secondo i due consulenti, a partire da una certa data, sarebbero mancate le autorizzazioni per lo scarico dei reflui da idrocarburi, al contrario di quanto sostenuto dalla difesa.

I due consulenti, in ogni caso, pare avessero valutato come piuttosto ingente la quantità di liquidi sversati, sulla base delle valutazioni Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) richiesta dall’Avvocatura dello Stato, che nel processo è parte civile. L’Edison, che gestisce la piattaforma estrattiva di idrocarburi, aveva nominato un proprio perito di parte, Enrico Cappellani. Il collegio difensivo è tra gli altri composto dall’avvocato Antonio Borrometi.

Intanto, con una nota, la Edison precisa che «Il rinvio a giudizio degli imputati è stato deciso dal gup solo per l’ipotesi di violazione degli art. 104 e 260 Dlgs 152/2006. Tale violazione riguarderebbe l’assenza di idonea autorizzazione all’attività di reiniezione delle acque risultanti dal ciclo produttivo degli idrocarburi nelle unità geologiche profonde del giacimento a oltre 2mila 500 metri di profondità sotto il livello del fondale marino».

Secondo la Edison, quindi, sarebbe esclusa qualsiasi ipotesi di inquinamento ambientale. «L’azienda – si legge nella nota – certa che il dibattimento processuale confermerà la propria posizione, ritiene di essersi attenuta scrupolosamente alle prescrizioni indicate dalle autorizzazioni in proprio possesso e di aver agito nel pieno rispetto della normativa vigente».