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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1388
MODICA - 01/06/2012
Cronache - Manette per un terzetto di modicani e per 2 tunisini

Rubavano dai videopoker per comprare droga: 3 arresti

Erano diventati professionisti dello scasso di bar e locali commerciali per alleggerire le slot machines del contante che poi utilizzavano per comprare la droga a Vittoria, Gela e Catania
Foto CorrierediRagusa.it

Erano diventati professionisti dello scasso di bar e locali commerciali, per alleggerire le slot machines del contante, che poi utilizzavano per comprare la droga a Vittoria, Gela e Catania, a scopo personale e anche per spacciarla a Modica. La cosiddetta «Banda dei videopoker», responsabile di almeno una mezza dozzina di furti nei locali di Modica, lungo l’asse del Polo commerciale, e non solo, ma anche a Pozzallo, è stata adesso sgominata dalla polizia nell’ambito dell’operazione «Insert coin», ovvero «inserire moneta», il messaggio che appare a video nei videopoker per giocare.

Si tratta di quelle stesse macchinette scassinate, o, talvolta, portate via dai malviventi, nell’ambito dei loro furti notturni, e poi abbandonate nei pressi dei locali presi di mira, ovviamente senza un centesimo nei contenitori interni. I furti avevano fruttato ai malviventi un bottino di circa 50mila euro, tutto impiegato per l’acquisto della sostanza stupefacente. Le manette sono scattate all’alba di ieri per tre modicani, tutti già noti per reati specifici: si tratta di Gino Rosa, 41 anni; Marco Garofalo, di 28, e Claudio Verdelli, 22 anni. Mentre quest’ultimo e Rosa sono stati rinchiusi nel carcere di Piano del Gesù a Modica Alta, Garofalo si trova in una cella del carcere romano di Regina Coeli.

L’uomo, residente a Modica, si era difatti recato nella capitale per motivi di studio e per far visita alla madre. Gli agenti romani, dopo essere stati avvisati dai colleghi di Modica, hanno individuato e arrestato Garofalo mentre passeggiava per le vie di Roma. L’operazione ha riguardato anche due tunisini, già in carcere per altri reati: Alim Lofti ben Ahmed, 29 anni, e Bouazza Mohamed Lamine, 49 anni. Il primo si trova rinchiuso nel carcere di Ragusa, mentre il secondo è detenuto nella casa circondariale di Agrigento. Entrambi i tunisini erano già stati arrestati in precedenza per spaccio di droga a Vittoria. E proprio nel centro ipparino venivano reperiti hashish e chetamina dai tre modicani, che utilizzavano per i pagamenti il contante rubato dalle macchinette di bar e locali commerciali.

Ma la droga, come accennato, viaggiava anche lungo l’asse Catania – Gela – Modica, dove poi veniva spacciata. Gli assuntori, stando a quanto accertato dai poliziotti, telefonavano ai pusher per concordare data, ora e luogo dell’incontro per la compravendita di droga. Proprio queste telefonate sono state intercettate dagli investigatori tramite la nuova sala d’ascolto allestita da qualche mese in procura a Modica, dove i dettagli dell’operazione sono stati resi noti dal procuratore Francesco Puleio e dal dirigente a scavalco del commissariato di Modica Antonino Ciavola.

Gli agenti hanno anche proceduto con pedinamenti ed appostamenti, al fine di inchiodare i tre modicani e i due tunisini alle proprie responsabilità. Non è escluso che i tre modicani siano responsabili anche di furti in abitazione. Le indagini proseguono in questo senso, anche sulla base delle testimonianze dei cittadini che hanno denunciato d’essere stati vittime di furti. Almeno una trentina le persone già sentite dagli inquirenti.

Nelle foto sotto da sx Gino Rosa, Claudio Verdelli e Marco Garofalo

Gino Rosa Claudio Verdelli Marco Garofalo