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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 780
MODICA - 29/05/2012
Cronache - Il tragico viaggio della speranza di 80 clandestini dall’Egitto a Caucana

VIDEO: sbarco Caucana con 4 dispersi, forse morti. 14 scafisti arrestati

Man mano che le ore passano diventano sempre più flebili le speranze di ritrovare vivi i quattro disperati finiti in mare
Foto CorrierediRagusa.it

Potrebbe essere tristemente ricordato come l’ultimo sbarco con quattro morti quello di 80 disperati verificatosi all’alba di ieri a Caucana e che ha visto l’arresto di 14 egiziani, alcuni dei quali appena maggiorenni, ritenuti essere dagli investigatori gli scafisti del viaggio della speranza sfociato in tragedia.



Man mano che le ore passano diventano sempre più flebili le speranze di ritrovare vivi i quattro disperati finiti in mare nel corso del maldestro trasbordo dalla nave madre al gommone malandato, ceduto sotto il peso dei clandestini. Il carico umano era stato fatto tornare sull’imbarcazione principale,ma in quattro erano finiti in mare, portati via dalla corrente. Le ricerche hanno finora dato esito negativo. Se i dispersi sono già morti, chissà dove sono finiti i corpi e quando il mare li restituirà. Tornando allo sbarco, i clandestini spaventati se l’erano presa con i 14 componenti dell’equipaggio finiti in manette per associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Ne era scaturita una rissa che aveva fatto finire in ospedale una dozzina di disperati, di cui uno ricoverato in prognosi riservata al “Maggiore” per trauma toracico e addominale. Altri clandestini erano stati ricoverati al “Civile” di Ragusa per sintomi di disidratazione. Gli arresti lampo sono stati resi possibili grazie alla collaborazione degli stessi disperati con le forze dell’ordine. Le manette sono difatti scattate già alle 18 di ieri al porto di Pozzallo, nel cui centro d’accoglienza i clandestini erano stati condotti dopo che il peschereccio si era arenato nelle secche di Caucana.

Quando il gommone a perdere era affondato, causando la tragedia dei quattro dispersi, il capitano aveva difatti deciso di spingersi con la costosa imbarcazione fino a riva, causandone l’incagliamento. In un primo momento, difatti, la nave era stata ormeggiata al largo, per il trasbordo dei disperati tramite il gommone, poi affondato. Uno stratagemma scaturito dal mutato modus operandi degli scafisti, che non utilizzano più le classiche carrette del mare a perdere per i viaggi della speranza, quanto piuttosto delle potenti e costose imbarcazioni da preservare per i successivi viaggi, che testimoniano come i carichi umani costituiscano un redditizio business per individui senza scrupoli. I clandestini hanno difatti pagato, in questo caso, dai 3mila ai 4mila euro a testa, per una traversata di circa tre giorni dall’Egitto alle coste iblee, per un totale di circa 200mila euro finiti nelle tasche degli organizzatori. Parecchi soldi facili che inducono organizzatori e scafisti a rischiare vite umane. Ma stavolta i componenti dell’equipaggio e presunti responsabili della tragedia sono finiti in manette appena 12 ore dopo lo sbarco.

Si tratta di egiziani di età compresa tra i 18 e i 50 anni. A loro carico potrebbe configurarsi anche l’ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, nel malaugurato, e, purtroppo, sempre più probabile caso che i quattro dispersi siano ritrovati cadaveri. Gli arresti sono frutto della sinergia sul campo di Guardia di finanza, Squadra mobile e Carabinieri. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in procura dal procuratore Francesco Puleio, dal questore Filippo Barboso, dal comandante provinciale dei Carabinieri Salvo Gagliano e dal suo omologo della Finanza Francesco Fallica. Presenti anche il dirigente della Squadra mobile Francesco Marino e il capitano dei militari dell’arma Alessandro Loddo. Proprio il comandante Fallica ha evidenziato il nuovo modus operandi degli scafisti, rivelatosi in questo caso pericoloso per i disperati: vale a dire, come accennato, quello di utilizzare gommoni tutt’altro che sicuri nella fase di trasbordo per non rischiare la costosa nave madre, spesso costituita da una potente imbarcazione camuffata da peschereccio per eludere in controlli a mare.

I 14 presunti scafisti sono stati rinchiusi in carcere, mentre i disperati, una volta ultimate le operazioni di identificazione e foto segnalamento al porto di Pozzallo, dove statao ormeggiata anche la costosa e potente nave, saranno rispediti in Egitto, sulla base del trattato di respingimento in essere con l’Italia. Alcuni dei clandestini avevano già tentato in passato di sbarcare sulle coste iblee ed erano stati rimpatriati. Nonostante tutto ci hanno riprovato, a costo della vita, come accaduto purtroppo per i quattro dispersi in mare.

Nella foto in alto di Maurizio Melia e Luca Migliore un momento della conferenza stampa in procura a Modica: da sx Fallica, Barboso, Puleio e Gagliano