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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 966
MODICA - 19/05/2012
Cronache - Vittima una ragazza di 26 anni che lavorava in un pub del centro della città

Abusò di una ragazza, 4 anni di carcere per Gianni il romeno

Giudizio abbreviato per Constantin Serban, 31 anni, inteso "Gianni"

E´ stato condannato con il giudizio abbreviato a quattro anni e due giorni di carcere e al risarcimento danni da quantificarsi in separata sede il romeno Constantin Serban, 31 anni, inteso "Gianni", accusato di violenza sessuale e lesioni personali ai danni di una ragazza. La sentenza è stata emessa dal gup Lucia De Bernardin. Il sostituto procuratore Francesco Puleio aveva chiesto la condanna dell´imputato a sei anni e sei mesi di carcere.

Serban, difeso dall´avvocato Ignazio Galfo, era stato arrestato dalla Polizia in ottobre per lo stupro ai danni della dipendente di un pub di corso Umberto I, costituitasi parte civile. L´uomo è ancora detenuto. Serban, la notte del cinque ottobre, rimase solo con la ragazza di 26 anni e ne avrebbe abusato. Il romeno era ubriaco e, al rifiuto della ragazza di assecondarlo, avrebbe cominciato a picchiarla, lasciandola dolorante ai piedi della scalinata della chiesa di San Pietro.

La ragazza riuscì ad attirare l´attenzione della proprietaria del pub che avvisò la polizia. Gli agenti, sulla base della testimonianza, arrestarono il romeno. Questi, in un primo momento raccontò di non ricordare nulla della violenza; poi cambiò versione, asserendo che il rapporto sessuale sarebbe stato consensuale.


Suggerimenti
21/05/2012 | 16.56.53
Il Criticone

Vorrei suggerire ai sig.ri Giudici, in presenza di tali efferati individui, che oltre a condannarli alla giusta detenzione si potrebbe, a spese dei condannati, affiggere in tutta la provincia dei grandi manifesti con la foto di questi delinquenti. In tal modo si darebbe la possibilità alla gente onesta di individuarli e a loro una minima vergogna per il delitto commesso ( vergogna, quando mai!). Tale sistema inoltre potrebbe indurre gli stessi e i loro accoliti a cambiare quanto meno aria.