Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 771
MODICA - 28/04/2012
Cronache - Inchiesta della procura. Sigilli apposti dai Carabinieri

Sequestrata area ex foro boario per restringimento fiume

Nelle prossime ore potrebbe registrarsi nel registro degli indagati l’inserimento di uno o più nomi dei soggetti, che, ciascuno per le proprie responsabilità e per le rispettive mansioni, hanno avuto a che fare con la vicenda
Foto CorrierediRagusa.it

Invece delle indagini geognostiche, sono saltati fuori i sigilli dei Carabinieri nell´alveo del fiume che scorre lungo l’ex foro boario al quartiere Fontana (foto). L’area è stata posta sotto sequestro ieri mattina dai militari dell’arma su decisione della procura che ha avviato un’inchiesta per far luce sulla controversa vicenda della costruzione di sette palazzi di sei piani ciascuno nella zona.

Si tratta del progetto complessivo di 17 milioni di euro a compartecipazione pubblico - privata, con la Regione che mette 6 milioni e mezzo, il privato (la Edilzeta di Zaccaria) 10 milioni, e il comune 484 mila euro, l’equivalente del prezzo del terreno ceduto per la realizzazione dei palazzi. L’abuso contestato consisterebbe in particolare nella creazione di un viottolo che si addentra all’area in oggetto e che avrebbe determinato il restringimento del letto del torrente da 15 a 2 metri.

Il viottolo era stato in gran parte rimosso in questi giorni dopo le segnalazioni dei residenti. I Carabinieri si sono quindi recati ieri mattina in zona e hanno apposto i sigilli proprio in corrispondenza di quel che resta del viottolo. Sigilli che testimoniano come l’area sia stata posta sotto sequestro giudiziario nell’ambito dell’inchiesta, che potrebbe presto vedere uno o più nomi nel registro degli indagati per le ipotesi di reato di abuso d’ufficio, in riferimento a presunte difformità in materia edilizia tra il progetto presentato ai competenti uffici e quello esecutivo, che sarebbe già stato oggetto di alcune sostanziali modifiche in corso d’opera, tra cui il viottolo abusivo d’accesso all’area poi in gran parte smantellato.

Nelle prossime ore, come accennato, potrebbe registrarsi nel registro degli indagati l’inserimento di uno o più nomi dei soggetti, che, ciascuno per le proprie responsabilità e per le rispettive mansioni, hanno avuto a che fare con la vicenda, che, da qualche mese a questa parte, si era contraddistinta per un rimpallo di competenze e pareri tra comune, genio civile e soprintendenza, guarda caso gli stessi attori della vicenda che avevano organizzato le indagini geognostiche, che sarebbero dovute partire lunedì scorso.

Tutto è stato evidentemente bloccato dall’inchiesta avviata dal procuratore Francesco Puleio. Il progetto era stato presentato alla Regione nell’ambito di un apposito bando per la riqualificazione di determinate aree. Nei fatti, però, il progetto è quasi identico ad una lottizzazione, come ben sanno i residenti del quartiere che hanno minacciato d’incatenarsi per impedire l’avvio dei lavori di realizzazione dei sette palazzi.

I residenti, oltre alla gravità dell’impatto ambientale e dell’ulteriore cementificazione di uno dei polmoni verdi più belli di Modica, temono per la loro incolumità, dal momento che gli edifici impedirebbero in maniera fin troppo pericolosa ed evidente il normale deflusso delle acque piovane, che già adesso allagano i terreni circostanti anche in occasione di piogge moderate. Il soprintendente Alessandro Ferrara aveva chiarito al telefono che il complesso edilizio doveva essere unico, e non composto da sette edifici, in quanto separati tra loro da spazi troppo angusti e quindi poco funzionali.

Sempre Ferrara aveva dato istruzioni affinché i piani non fossero sei, ma di meno, in quanto l’altezza degli edifici era ritenuta eccessiva sotto il profilo dell’impatto ambientale. Ancora il soprintendente aveva fatto presente che il complesso edilizio non poteva estendersi in larghezza per le porzioni di terreno indicate nel progetto, perché ritenute eccessive. Ferrara aveva precisato che si trattava di pareri informali forniti anche in occasione di un precedente sopralluogo. Nulla di ufficiale, insomma, perché ancora nessun documento era stato sottoposto all’attenzione del soprintendente.


Sequestro area alveo "Pozzo dei Pruni".
30/04/2012 | 10.23.43
salvatore Rando

In ordine alla problematica relativa alla riqualificazione de quartiere "Vignazza" oltre alle perplessita delle dichiarazione del sopranintendente che suggerisce in via informale delle indicazioni senza spiegare se costruire a ridosso dell´alveo può provocare pericolo per la incolumità dei cittadini; allego comunicato stampa.
Salvatore Rando

Comitato Via Loreto

COMUNICATO STAMPA

Le forze dell’ordine nei giorni scorsi ha sequestrato l’area a ridosso dell’alveo «Pozzo dei Pruni» nel quartiere «Vignazza» per verificare la presenza di sostanze pericolose che possono nuocere alla salute dei cittadini.
Nel ringraziare le forze dell’ordine che si sostituiscono agli amministratori, si ribadisce che sin dal mese di settembre del 2011 l´amministrazione comunale sapeva delle problematiche che i cittadini del quartiere della "Vignazza" denunciavano per dire no ai palazzinari in un luogo, che per la memoria della città nel 1902 tanti concittadini persero la vita. Una zona in cui la confluenza delle acque provenienti dalle colline circostanti è notevole e i rischi idrogeologici conseguenti sono assai elevati per gli abitanti, in caso di persistenti piogge, che in questi ultimi tempi sono stati molto frequenti. Altro che terrorismo psicologico, come qualche ingegnere incautamente ha dichiarato alla stampa. Evidentemente la storia non insegna niente a nessuno neanche agli amministratori modicani: Genova, Cinque Terre, nel messinese, Sarno, Calabria, ecc., per gli amministratori delle comunità le calamità devastanti causate dall’uomo, per costruire in maniera selvaggia devastando il territorio non dicono nulla. Probabilmente se al governo della città di Modica ci fosse stato il centro destra forse avremmo assistito a tante denunce con manifesti 70 X 100 fosforescenti affissi in tutta la città, e i partiti della sinistra a movimentarsi, mobilitarsi per bloccare i lavori, ed invece a prevalere è la latitanza l´indifferenza, non si ascoltano più i cittadini. Infatti l’antipolitica crescente da parte della gente è in continua ascesa. Parlare del nuovo PRG da 35 anni rimasto nel dimenticatoio, tanto con le varianti al piano si può fabbricare dove si vuole, non interessano strade piazze marciapiedi verde pubblico e quel poco esistente è abbandonato o messo in vendita, ecc. lo scempio lo fa da padrone.
Questi amministratori sapevano è hanno fatto finta di non sapere sul restringimento dell´alveo e della zona circostante invasa da materiale di risulta e da eternit sbriciolata tante volte denunciata, che era ed è un pericolo per gli abitanti e per i tanti bambini ed anziani che utilizzano il verde dell’ex Foro Boario (messo in vendita, con la promessa del Sindaco di eliminare dall’elenco delle alienazioni), per giocare, passeggiare o fare sport, deve essere al più presto bonificato senza perdere ulteriore tempo. La zona tra l’altro è prevista quale punto di raccolta da parte della Protezione Civile, se l´assessore esiste ancora che dice su tutta questa questione? Come intende procedere? Il piano della Protezione Civile quando verrà presentato ai cittadini?
Non voglio ulteriormente polemizzare sui conflitti di interesse che la sinistra affibbia solo a Berlusconi, che si guardassero attorno specialmente chi è chiamato ad amministrare e facessero un minimo di chiarezza sul progetto di riqualificazione del quartiere. Gli amministratori ascoltassero i cittadini che non vogliono essere ingabbiati ma pretendono di essere tutelati.
In questa città per fare le cose normali devono intervenire le forze dell’ordine? O basterebbe un minimo di buon senso?

Modica 29/04/2012

Salvatore Rando


Informale?
28/04/2012 | 16.35.12
alessandro cavallo

Egregio Direttore potrebbe spiegarmi meglio il concetto espresso nell’ultimo paragrafo del suo articolo, perché spero di non aver capito.
Non comprendo, leggendo l’articolo, a quale titolo il soprintendente «aveva dato istruzioni» in merito ai piani degli edifici e «aveva fatto presente che il complesso edilizio non poteva estendersi in larghezza per le porzioni di terreno indicate nel progetto, perché ritenute eccessive» visto che «ancora nessun documento era stato sottoposto all’attenzione del soprintendente».
Cosa vuol dire, che il soprintendente esprime «parei informali» in occasione di sopralluoghi, almeno questi spero formali? E, soprattutto, non li esprime sulla base di documenti?
Così mi viene da pensare, però, che il soprintendente operi su due fronti distinti, uno formale e l’altro informale. Questo, certamente, può anche andare bene se è previsto dalle leggi, quello che voglio capire, a questo punto, è se il fronte formale ha lo stesso valore di quello informale o se uno dei due ha un peso maggiore riguardo al parere che alla fine l’ufficio del soprintendente esprime. Insomma vorrei che lei mi aiutasse a tenere lontana da me l’idea che un tema così importante, riguardante l’uso e la gestione del nostro territorio, sia stato affrontato in maniera un po’ troppo «informale». Sono sicuro, ovviamente, che non è così e che questa mia riflessione scaturisce esclusivamente dal fatto che io ho compreso male quello che lei ha espresso bene. Comunque se lei ha tempo e voglia e vuole farmi capire di più La leggerò con estremo piacere.


Alessandro