Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1178
MODICA - 20/04/2012
Cronache - Si è chiuso il processo di primo grado al tribunale di Modica

Operazione "Campailla", condanne per 40 anni, 2 assolti

La piazza Campailla era il luogo di spaccio scelto dai sette imputati nel procedimento e dal quale prese il nome l’operazione
Foto CorrierediRagusa.it

Condanne per complessivi 40 anni e due assoluzioni. Si è chiuso con questa sentenza al tribunale di Modica (foto) il processo «Campailla», scaturito dall’omonima operazione antidroga condotta dai Carabinieri nel centro storico, proprio dove insiste la piazza «Campailla», luogo di spaccio scelto dai sette imputati nel procedimento e dal quale prese il nome l’operazione.

Gli anni di carcere inflitti dal collegio penale sono stati circa la metà rispetto alla richiesta della pubblica accusa, che aveva invocato poco meno di 70 anni. Maurizio Edgar Affè, 23 anni, è stato condannato a 9 anni e 5 mesi e 27mila euro; per Rosario Lipari, 30 anni, condanna a 9 anni e 26mila 500 euro. Marco Ruta, 25 anni, è stato condannato a 9 anni e 10 mesi di carcere e 29mila euro di multa; per Jallabi Billel, 23enne nato a Modica ma di origini tunisine, 8 anni e 6 mesi e 26mila euro. Gianluca Nanì, 30 anni, è stato condannato a un anno. Le assoluzioni sono arrivate per Tiziano Cicciarella, 21 anni, e per Mariagrazia Sammito: il primo è stato assolto perché il fatto non sussiste, mentre la seconda per non aver commesso il fatto. Proprio la ragazza, incensurata, avrebbe intrattenuto una relazione con il presunto capo del gruppo Marco Ruta.

Erano stati scoperti nelle case degli arrestati complessivamente 25 grammi di marijuana, una dose di cocaina pronta per lo smercio e un flacone di metadone, di solito utilizzato per la cura riabilitativa dei tossicodipendenti. Nessuno degli arrestati era però in cura al Sert e i militari sospettarono che il metadone fosse utilizzato per il taglio della droga. Per tutti l’accusa era di detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio in concorso. L’operazione fece scalpore in città in quanto si trattava, in alcuni casi, di ragazzi di buona famiglia o comunque insospettabili.