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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1414
MODICA - 02/03/2012
Cronache - Il giro truffaldino organizzato da 3 modicani

Avveduto rigetta le accuse e di dice estraneo alle truffe

Arrestati un dipendente del Comune di Modica, il geometra Emanuele Avveduto, 51 anni, il coetaneo pensionato Marcello Gugliotta e Massimo Arrabito, 46 anni
Foto CorrierediRagusa.it

Si dice estraneo ai fatti e rigetta l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa da 200mila euro per il giro di assegni rubati il geometra modicano Emanuele Avveduto, 51 anni, incensurato, in servizio all’ufficio tecnico comunale e al momento ai domiciliari. L’interrogatorio di garanzia dinanzi al magistrato si terrà tra domani e martedì, alla presenza degli avvocati di fiducia Mario Caruso e Salvatore Poidomani. Per quanto riguarda l’accusa di ricettazione riconducibile al possesso degli assegni facenti parte dei due carnet la cui denuncia di furto era stata presentata alla stazione dei carabinieri di Acicastello, Avveduto avrebbe riferito ai militari della compagnia di Modica che chiarirà la sua posizione al magistrato.

Lo stesso faranno i suoi due complici della maxi truffa degli assegni, vale a dire il pensionato Marcello Gugliotta, anch’egli modicano e incensurato, e Massimo Arrabito, anche lui di Modica, disoccupato e già noto per altri reati. Anche loro sono ai domiciliari. Il difensore di Arrabito, l’avvocato Carmelo Ruta, ha dichiarato al telefono che, riservandosi di accettare o meno l’incarico per questa vicenda (Ruta difende Arrabito in altri ambiti) prima di elaborare l’eventuale strategia difensiva intende leggersi minuziosamente le carte.

Avveduto, da solo, si era presentato a due coniugi modicani in occasione di un sopralluogo di esproprio effettuato sul terreno di proprietà della donna, che versava in un profondo stato depressivo, qualificandosi come affidabile e credibile dipendente comunale e suggerendo alla donna di vendere l’immobile oggetto dell’esproprio ad una impresa inesistente per la realizzazione di 82 alloggi residenziali, con un sicuro guadagno pari a 3 milioni 500mila euro circa.

L’uomo riuscì a sottrarre alla coppia 40mila euro. Con la complicità di Arrabito e Gugliotta, invece, Avveduto avrebbe organizzato una maxi truffa di 200mila euro ai danni di una decina di persone destinatarie di assegni scoperti e di provenienza furtiva facenti parte di due carnet rubati nel Catanese e utilizzati dalle tre persone finite in manette per raggirare il prossimo.

I DETTAGLI DELLA TRUFFA
Una maxi truffa di 200mila euro ai danni di una decina di persone destinatarie di assegni scoperti e di provenienza furtiva facenti parte di due carnet rubati nel Catanese e utilizzati dalle tre persone finite in manette per raggirare il prossimo. Il geometra in servizio all’ufficio tecnico comunale Emanuele Avveduto, 51 anni, il coetaneo pensionato Marcello Gugliotta, entrambi incensurati, e il già noto Massimo Arrabito, 46 anni, tutti modicani, sono stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di assegni rubati ed alla commissione di truffe.

I tre truffatori, ai quali sono stati concessi i domiciliari, non disdegnavano di agire «in proprio», come nel caso di Avveduto, che, in un’altra indagine della procura, è accusato di aver sottratto con il raggiro 40mila euro a due coniugi modicani, facendo leva sullo stato di depressione della donna e approfittando della sua posizione all’ufficio tecnico comunale per simulare una falsa compravendita di terreni con tanto di lottizzazione. Per quanto riguarda la vicenda che ha visto i tre agire insieme, tutto ruota attorno allo «spaccio» di assegni di provenienza furtiva alle varie persone truffate, magari amiche degli arrestati, che approfittavano della loro buona fede, con somme ingenti fino a 50mila euro per assegno.

I tre denunciavano lo smarrimento degli assegni prima che i beneficiari li portassero all’incasso, di modo tale da non incorrere nel protesto. Arrabito utilizzò almeno uno degli assegni per cederlo all’imprenditore di Pozzallo vittima del famoso ricatto a luci rosse con la complicità di una escort. Come noto, l’uomo era stato dapprima indotto a pensare a dei «prestiti» concessi a quelli che credeva essere degli amici. Arrabito si faceva consegnare il contante che poi fingeva di restituire con l’assegno, ovviamente inesigibile perché scoperto e di provenienza furtiva. La denuncia dei carnet era difatti stata presentata ai carabinieri di Aci Castello. Poi l’imprenditore capì in un momento successivo d’essere caduto vittima di un ricatto, orchestrato per non far sapere alla moglie delle sue scappatelle.

In ogni caso poi l’uomo denunciò Massimo Arrabito, il fratello Bruno e l’altro complice Francesco Statello. Tornando alla vicenda oggetto dei tre arresti, i tre utilizzavano nel tempo numerosi assegni rubati e privi della necessaria copertura, firmandoli all’atto della loro emissione con false generalità, allo scopo di ripianare le situazioni debitorie nelle quali versavano a causa del loro sregolato stile di vita, caratterizzato soprattutto dal vizio per il gioco d’azzardo e per le scommesse online. Fino a qualche anno fa Marcello Gugliotta era titolare di un centro scommesse in via Nazionale, poi chiuso.

Un ulteriore reato commesso dal terzetto è stato riscontrato ai danni di una compagnia assicurativa, dov’era stato denunciato falsamente un incidente stradale mai avvenuto e per il quale i consociati hanno persino alterato referti medici e prodotto documentazione e prove testimoniali false al fine di ottenere un ingiusto risarcimento danni. Nel corso delle indagini, supportate anche da investigazioni di natura tecnica, i Carabinieri di Modica hanno condotto una decina di perquisizioni grazie alle quali sono stati rivenuti e sottoposti a sequestro decine di assegni e titoli cambiari di provenienza illecita.

L’importo totale degli assegni emessi in maniera fraudolenta dalle tre persone arrestate è pari quasi a 200mila euro, equivalente al giro della maxi truffa che prese il via nel 2009. I particolari dell’operazione sono stati illustrati in procura dal procuratore capo Francesco Puleio, dal comandante provinciale dei Carabinieri Salvatore Gagliano e dal suo omologo della Finanza Francesco Fallica, dal capitano dei carabinieri di Modica Alessandro Loddo e dal sostituto commissario della polizia giudiziaria Carmelo Sammito.

Le indagini proseguono perché la fitta ragnatela di truffe potrebbe portare all’identificazione di altri complici e all’accertamento di altre vittime in ulteriori, diversificate circostanze.

Nella foto di MAURIZIO MELIA da sx Sammito, Fallica, Puleio, Gagliano e Loddo


INGIUSTIZIA E´ FATTA
03/03/2012 | 19.14.00
SALVATORE

le truffe ed altri gravi reati sono ormai diventati un hobby nazionale in Italia, in quanto i responsabili per il momento vengono premiati con gli arresti domiciliari, in attesa di prescriscioni o di rari processi che dopo circa venti anni si concludono con pene irrisorie.
I veri condannati sono solo le vittime di tale truffe.
L´Italia è uno Stato fondato sui raggiri e sul ladrocinio!