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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 861
MODICA - 03/02/2012
Cronache - A carico degli otto indagati dell’inchiesta sull’appalto e sulla gestione del servizio

Spazzatura a Modica, notifica avviso conclusione indagini

I reati contestati, limitatamente alle responsabilità dei singoli indagati, spaziano dalla turbata attività d’incanti alla truffa aggravata ai danni del comune, passando per la frode nell’appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti Foto Corrierediragusa.it

Avviso di conclusione delle indagini a carico degli otto indagati dell’inchiesta sull’appalto e sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Modica. Le indagini si sono concluse lo scorso 27 gennaio e gli avvisi sono stati notificati in queste ore agli interessati. Si tratta del dirigente del settore ecologia Giorgio Muriana, nonché di Giorgio Puccia (foto) e dei figli Paolo e Giuseppe, titolari dell’omonima impresa che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Modica.

Notifica dell’avviso di conclusione delle indagini anche per l’ex assessore all’ecologia Tiziana Serra, nonché per Giovanni Baglieri, Fabio Cataudella e Antonino Scarso. I reati contestati, limitatamente alle responsabilità dei singoli indagati, spaziano dalla turbata attività d’incanti alla truffa aggravata ai danni del comune, passando per la frode nell’appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Senza contare i reati ambientali scaturenti dalla violazione della normativa in materia. A Giorgio Puccia, titolare dell’azienda, vengono altresì contestati episodi di minacce, vessazioni ed intimidazioni ai danni di un paio di dipendenti.

Alcuni operatori ecologici hanno di recente confermato le accuse a carico di Puccia nell’ambito degli interrogatori in commissariato. A questo proposito, è stata contestata a Giorgio Puccia pure l’estorsione. Stando a quanto appurato da Guardia di Finanza e Polizia, nelle indagini congiunte protrattesi per mesi ed originatesi dall’affidamento in appalto del servizio nel 2009, in regime di proroga, Puccia avrebbe costretto, tra l’altro, il responsabile del lavaggio dei cassonetti della spazzatura a smaltire illegalmente i reflui nientemeno che sulla riva del fiume Irminio.

Si tratta di rifiuti tossici e pericolosi, in quanto contenenti gli agenti chimici dei prodotti per il lavaggio dei cassonetti. Tutto questo per diminuire i costi di smaltimento legale ed accrescere i ricavi. I cantieri della «Puccia», ai quali erano stati apposti i sigilli, sono stati di recente dissequestrati. La procura aveva nominato Walter Buscema amministratore straordinario della ditta.