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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 868
MODICA - 06/01/2012
Cronache - Operatori ecologici sentiti da poliziotti e fiamme gialle

I netturbini interrogati denunciano Giorgio Puccia

Oltre ai reati ambientali, veniva contestata anche l’estorsione

Sono in corso in questi giorni in commissariato gli interrogatori degli operatori ecologici alle dipendenze della ditta «Puccia», in riferimento ad alcuni presunti episodi accertati da Guardia di finanza e Polizia nell’ambito dell’inchiesta che ha riguardato il titolare Giorgio Puccia, i suoi due figli e altri cinque indagati. A Giorgio Puccia, oltre ai reati ambientali, veniva contestata anche l’estorsione. E proprio su questo aspetto della complessa vicenda sono stati sentiti i testimoni: presunte vessazioni sul posto di lavoro e «creste» sugli stipendi. In altre parole Puccia, stando alle indagini, avrebbe spesso arrotondato «per difetto» le buste paga dei dipendenti, tenendosi gli «spiccioli».

Un’accusa strenuamente rigettata da Puccia, il quale aveva precisato che altrettanto spesso avrebbe arrotondato «per eccesso» gli stipendi. Pare anche che Puccia avesse costretto alcuni suoi dipendenti a commettere illeciti, come la formazione di discariche abusive o lo scarico di rifiuti e reflui nel fiume Irminio. Anche in riferimento a questi casi Puccia si è sempre proclamato innocente. Comunque agenti e fiamme gialle stanno raccogliendo tutte le testimonianze dei netturbini, alcuni dei quali avrebbero sporto delle denunce a carico del loro principale. Nel frattempo gli avvocati Mario Caruso e Salvatore Poidomani, difensori dell’impresa «Puccia», hanno presentato in queste ore un nuovo dossier che mira a ottenere il dissequestro del cantiere di via Modica Ragusa, al momento gestito dall’amministratore Walter Buscema, nominato dalla procura.