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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1241
MODICA - 29/12/2011
Cronache - Sono componenti dell’Ufficio tecnico e della commissione edilizia di Pozzallo

Chiesto il rinvio a giudizio per funzionari ed imprenditori

Due istanze di variante presentate ottennero l’ok nonostante insistenti su aree destinate a viabilità

Abuso d’ufficio, falso e costruzione abusiva in concorso con i proprietari di un immobile e con l’esecutore dei lavori. Con queste accuse il procuratore capo della Repubblica di Modica Francesco Puleio ha chiesto al giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio dei componenti dell’ufficio tecnico e della commissione edilizia comunale di Pozzallo.

Si tratta di Nicola Campo, tecnico istruttore dell’ufficio tecnico; Giuseppe Denaro, Giuseppe Perez, Giancarlo Drago, Maurizio Bartolomeo Puzzo, componenti della commissione edilizia comunale, e Giovanni Gambuzza, dirigente e dipendente dell’Utc. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche gli imprenditori edili e i direttori dei lavori, nonché i proprietari degli immobili Roberta Occhipinti Amato, Lavinia Pitino Giuseppe Gerratana e Antonio Fede, che devono tutti rispondere dell’accusa di costruzione abusiva.

Campo, stando a quanto emerso dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore Gaetano Scollo, avrebbe fornito parere favorevole in riferimento alle istanze di variante avanzate dalle ditte Lavinia Pitino e Roberta Occhipinti Amato per la costruzione di un edificio, peraltro in area classificata come sismica dal Genio civile.

In pratica non furono emessi i rispettivi provvedimenti di diniego all’edificazione dell’immobile, nonostante la normativa urbanistica vigente e le previsioni urbanistiche del comune di Pozzallo prevedessero per tali interventi una variante allo strumento urbanistico, in quanto una porzione del fabbricato ricadrebbe, peraltro, su area destinata a viabilità di previsione del Piano regolatore generale.

Di questa circostanza, stando alle indagini, ne trassero beneficio le due ditte, che poterono costruire anche in maniera non conforme alla normativa vigente e alle previsioni urbanistiche del comune marinaro, in quanto il lotto in cui ricadeva parte del fabbricato era gravato dal vincolo di inedificabilità perché destinato a viabilità.

Le due ditte avrebbero così conseguito, un ingiusto vantaggio patrimoniale. Sarebbe difatti stato attestato falsamente che l’area fosse edificabile, in quanto ricadente in zona B1, contrariamente a quanto previsto invece dal Prg che destinava la porzione interessata alla viabilità cittadina. I fatti sono stati accertati lo scorso maggio.