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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:22 - Lettori online 1473
MODICA - 07/12/2011
Cronache - L’operazione "Agenzia matrimoniale" dei Carabinieri con presunto abuso di potere

Matrimoni combinati, 2 indagati si dicono estranei ai fatti

Si tratta di un marocchino di 49enne e di una donna di 34 anni originaria di Marrakech, comparsi dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modica

Si sono dichiarati estranei ai fatti due dei circa 25 indagati dell’operazione «Agenzia matrimoniale», condotta un paio di settimane fa dai carabinieri della compagnia di Modica. Si tratta di un marocchino di 49enne e di una donna di 34 anni originaria di Marrakech, comparsi dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modica.

L’immigrata, tramite il suo avvocato Salvatore Poidomani, aveva denunciato un presunto abuso di potere da parte dei militari, che, stando al suo racconto, si erano presentati a notte fonda in casa sua per notificarle il provvedimento di firma periodica a seguito delle indagini sui matrimoni combinati tra marocchine e modicani per l’ottenimento della cittadinanza italiana o del permesso di soggiorno. La donna, in lacrime, aveva raccontato d’essere stata svegliata di soprassalto dai carabinieri assieme alle due bambine di due e undici anni.

Fatti ribaditi anche davanti al magistrato, al quale l’avvocato ha evidenziato che la sua assistita vive da oltre un decennio a Modica con le due figlie, entrambe provviste di cittadinanza italiana, e di non sapere nulla della presunta organizzazione dedita alle nozze a pagamento, per cifre variabile dai 5mila ai 10mila euro, in Italia o in Marocco, in quest’ultimo caso con la necessità, da parte dei neo mariti che intascavano parte delle somme, di convertirsi addirittura all’Islam.

I modicani compiacenti spesso neanche conoscevano le loro neo spose, che poi si allontanavano in maniera definitiva da loro, senza trascorrere neanche un giorno sotto il tetto coniugale. Non è stato il caso dell’altro indagato comparso dinanzi al gip, il quale, rigettando le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e uso di documenti fasulli, ha dimostrato, carte alla mano, di vivere da un ventennio con la propria famiglia a Modica, dove lavora in maniera stabile. Il magistrato si è riservato se accettare o meno la richiesta dei difensori di revocare per i loro assistiti l’obbligo di firma periodica dai carabinieri.