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MODICA - 25/11/2011
Cronache - Decisione del gup del tribunale

Rinvio a giudizio per fratelli strozzini e direttore di banca

I fratelli Civello, conosciuti a Pozzallo perchè gestori di un bar e di un negozio di ortofrutta, secondo l’accusa avrebbero tenuto le fila di un giro di usura che andava avanti da qualche anno, con interessi praticati fino al mille 200%

Rinvio a giudizio per i fratelli fruttivendoli Salvatore e Giorgio Civello, di 65 e 57 anni, il secondo incensurato, nonché per il direttore di banca Giuseppe Iemmolo. Il terzetto deve rispondere di usura aggravata, minacce ed estorsione aggravata in concorso. Salvatore Civello deve altresì rispondere di detenzione illegale d’arma da fuoco.

Il rinvio a giudizio del terzetto è stato deciso dal gup Patricia Di Marco, in accoglimento della richiesta avanzata dal procuratore capo Francesco Puleio. La prima udienza del processo sarà celebrata il 29 febbraio 2012. Nel giugno scorso i tre imputati erano stati coinvolti in una complessa operazione che aveva portato all’arresto dei fratelli Civello ed all’applicazione della misura interdittiva del divieto di esercizio di attività professionale in banca per due mesi per Iemmolo.

I fratelli Civello, conosciuti a Pozzallo perchè gestori di un bar e di un negozio di ortofrutta, secondo l’accusa avrebbero tenuto le fila di un giro di usura che andava avanti da qualche anno, con interessi praticati fino al mille 200%. I due agivano con la compiacenza del direttore della filiale di Pozzallo della Banca Agricola Popolare di Ragusa Giuseppe Iemmolo, che, approfittando della sua posizione, intercettava in banca i clienti con difficoltà economiche, indirizzandoli verso i fratelli Civello. Le vittime erano tutte titolari di attività commerciali di Pozzallo.

Dieci i commercianti che alla fine hanno denunciato i fatti, titolari di cinque attività commerciali, due delle quali chiuse nell’ultimo anno a causa degli interessi da usura applicati dai due fratelli pozzallesi. Otto commercianti taglieggiati si sono costituiti parte civile. I prestiti concessi dai Civello variavano dai 5 mila ai 15 mila euro, con tassi d’interesse da usura decuplicati. I due fratelli si erano avvalsi della facoltà di non rispondere nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al magistrato.