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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 870
MODICA - 04/02/2008
Cronache - Modica - L’accoltellamento nei pressi di piazza S. Giovanni

Forse un regolamento di conti l´aggressione al romeno

La versione dei fatti resa dalla vittima non perusade la polizia Foto Corrierediragusa.it

Perché il romeno di 45 anni ha atteso 48 ore prima di sporgere denuncia in commissariato per l’aggressione subita? Com’è possibile che non abbia saputo descrivere fisicamente i tre assalitori pur avendoci lottato, rimanendo addirittura ferito? Come mai l’immigrato non ha chiesto aiuto, preferendo invece andare via dopo aver messo in fuga i malviventi? Sono troppi gli elementi che non quadrano in questo presunto accoltellamento a scopo di rapina registratosi tre giorni fa a Modica Alta ai danni dell’immigrato.

Il romeno, sposato e residente in zona, è stato ferito di striscio con un coltellino rinvenuto sporco di sangue dalla polizia a pochi metri dal luogo dell’aggressione, in via Asmara, a due passi da piazza San Giovanni, dove insiste l’omonima chiesa. L’immigrato, medicato in pronto soccorso, è stato subito dimesso con una prognosi di cinque giorni. Per rimarginare la lieve ferita di striscio al costato è stata sufficiente una fasciatura elastica. Nella stessa arteria, poco frequentata, gli agenti avevano rinvenuto il portafogli del romeno, contenente circa 130 euro, e una scarpa persa dalla vittima nel corso della colluttazione con i misteriosi aggressori.

La versione dei fatti fornita dal romeno non persuade gli agenti, più propensi a credere ad un regolamento di conti. La zona è difatti zeppa di monolocali e abitazioni fatiscenti abitate da immigrati. Stando a quanto riferito dal romeno, ha subito l’aggressione del terzetto mentre stava tornando a casa dopo aver bevuto una birra nel vicino bar. Fa pensare la circostanza che il romeno abbia reagito, dimostrando una notevole dose di sangue freddo, tanto da restare ferito, salvo poi lasciarsi prendere dal panico solo in un secondo tempo, e per di più quando i due aggressori erano ormai in fuga, lasciando sul posto il portafogli.

Pare piuttosto che la vittima stia coprendo qualcuno, per motivi poco chiari sui quali proveranno a far luce gli investigatori. Il coltellino, posto sotto sequestro, si rivelerà essenziale per venire a capo della faccenda. Bisognerà stabilire a chi appartiene il sangue: se al romeno oppure a uno degli aggressori. Non è chiaro infatti se l’immigrato abbia ferito a sua volta gli assalitori. Le impronte digitali sul coltellino aiuteranno a chiarire anche questa circostanza.