Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1042
MODICA - 11/11/2011
Cronache - Intervista al titolare dell’impresa modicana finito sotto inchiesta

Giorgio Puccia dalla sua impresa sequestrata si dice sereno: "Sono estraneo ai fatti"

"Ho tutto in regola – dice Puccia – e sfido chiunque a dimostrare il contrario"
Foto CorrierediRagusa.it

Tira fuori una sigaretta di quelle sottili dall’elegante pacchetto bianco mentre ci fa strada nel suo impianto di smaltimento dei rifiuti posto sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta sulla spazzatura. Giorgio Puccia (nella foto fornita da Video Uno) tira la prima boccata e, dritto negli occhi, dichiara secco: «Non ho nulla da nascondere, non ho niente a che vedere con certe situazioni. Non c’entro nulla con le accuse che mi si muovono. Saprò dimostrare la mia innocenza e sarà nelle aule di tribunale che si avrà l’ultima parola».

Puccia, un uomo di mezza età di corporatura minuta, sguardo severo, pochi capelli e baffo curato, indica con orgoglio i vari settori del suo impianto, che continua a funzionare regolarmente, sotto la responsabilità del custode giudiziario nominato per garantire la continuità del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

«Ho tutto in regola – dice Puccia mentre si accende un’altra «slim» – e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Ci vengono anche le scolaresche, nel mio impianto, per capire come funziona la differenziata». E difatti pile enormi di pattume compattato, dalla plastica al cartone, passando per le lattine, si stagliano per centinaia di metri, ordinati nei vari settori, mentre i mezzi di lavoro, pure sotto sequestro, spazzano e ordinano in piena sicurezza. «Niente si disperde, tutto va a finire negli appositi impianti di smaltimento del nostro stesso sito, oppure ce li portiamo con i nostri camion, i rifiuti, nei siti di smaltimento».

E’ il caso dei rifiuti pericolosi, come gli oli esausti. Ci sono poi gli pneumatici usati, che, sminuzzati da un apposti macchinario, vengono poi conferiti nelle cementerie, dove vengono usati come combustibile. Le acque di prima pioggia o i reflui vanno a finire, tramite condutture e grate, nelle cisterne interrate ed ermetiche di 15mila litri.

Eppure, Puccia, lei è accusato d’aver smaltito i reflui nel fiume Irminio, costringendo con le minacce i suoi stessi dipendenti ad agire nell’illegalità, accumulando altresì discariche abusive, per risparmiare sui costi di smaltimento ed accrescere i ricavi.

«Niente di tutto questo, e lo dimostrerò nelle opportune sedi. Che me le dicano in faccia, le accuse. Io ho sempre agito secondo le regole, documentando tutto. E la città pulita è la prova tangibile del mio operato».

E le minacce? L’accusano anche di vessazioni, e, soprattutto, di estorsione, perché avrebbe trattenuto, ogni mese, dalla busta paga dei suoi oltre 100 dipendenti, dalle due alle tre euro.

«Calunnie, solo calunnie messe in giro da coloro che ho licenziato perché non lavoravano come dico io. E’ vero, talvolta gli stipendi vengono arrotondati per difetto, per esigenze contabili, ma allo stesso modo vengono altrettanto spesso arrotondati per eccesso. Perché quando la busta paga è più pesante nessuno si lamenta? La verità è che prima certi dipendenti erano abituati a lavorare poco. Pensi che, prima che il comune mi affidasse il servizio, i capi squadra erano ben 20, adesso me ne bastano tre. Se controllare che i miei dipendenti lavorino come si deve per le strade significa minacciare, allora sono un vessatore».

Quindi lei non ha mai costretto nessuno ad agire in maniera illegale?

«Nel modo più assoluto. Lo chieda pure agli altri dipendenti che lavorano con me. E’ da 40 anni che svolgo questa professione, e nessuno ha mai avuto da lagnarsi. Chi l’ha fatto negli ultimi due anni è perché evidentemente non gli andava di lavorare sodo». Il figlio Paolo, che ci ha accompagnati per tutto il giro dei circa 20mila metri quadrati dell’impianto, annuisce a quest’ultima affermazione del padre. «Siamo come una grande famiglia», dice con voce pacata Paolo Puccia.

Ci rivolgiamo di nuovo al padre, dirigendoci verso l’uscita, per chiedergli perché non ha partecipato al recente bando europeo per l’appalto del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

«Non c’era da guadagnarci, solo da perderci. E il fatto che la gara sia andata deserta non fa che sostenere la mia tesi. Essendo il bando europeo, tutti gli altri paesi avrebbero potuto parteciparvi. Se non l’ha fatto nessuno, un motivo ci sarà, non crede»?

Appena uscirà dalla buriana giudiziaria e il bando sarà riformulato secondo i crismi, lei vi parteciperà?

«E perché non dovrei? Tengo molto alla mia città, e mi piace vederla pulita. Mi sento soddisfatto quando i cittadini sono contenti. E’ difficile tirare avanti, perché il comune ci passa i soldi con largo ritardo. Ma io, appena posso, pago subito i miei dipendenti. Nel futuro spero solo che la situazione possa migliorare. Io sono sereno e dimostrerò la mia innocenza nelle sedi opportune».


barzallette
16/11/2011 | 18.55.28
abbi fede

Essere sospesi verbalmente per tanto tempo, senza nessun reale motivo , ma solo perchè un padre di famiglia ,che ha lavorato notte e giorno per l impresa puccia cerca i suoi diritti (quattordicesima)non penso sia un buon motivo per costringere un operaio a dare le dimissioni.Penso che per alcune persone prima di dormire sereno sarebbe bene fare un bel esame di coscienza.Speriamo sia fatta giustizia.


VERITA
13/11/2011 | 19.45.03
VERITA


2 EURO DI ARROTONDAMENTO ?
CON LA PRECISIONE GLI ARROTONDAMENTI SEMPRE A SFAVORE DEGLI OPERAI, SI AGGIRAVA ANCHE SUI 8/9 EURO X VOLTA,BENE FACCIAMO 2 CONTI.
FACCIAMO UNA MEDIA DI 4 EURO CADAUNO X 102 OPERAI FA 408 EURO AL MESE,
RAPPORTATO X 2 ANNI FANNO 9792 EURO DI ARROTONDAMENTI.
BE SECONDO VOI IN ITALIA QUESTA COME VIENE CHIAMATA.
E SFIDO CHIUNQUE A SMENTIRMI CI SONO BUSTE PAGA E ASSEGNI CHE PARLANO BASTA ANDARE IN BANCA PRENDERE TUTTE LE TRACCE DEGLI ASSENTI ED ASSOCIARLI ALLE BUSTE PAGA,COSI SI VEDE QUANTE VOLTE VENIVANO ARROTONDATI E SE IN ECCESSO HO DIFETTO.
CONTINUI A DORMIRE SERENO


bene
11/11/2011 | 12.05.15
salvo

siamo tutti una grande famiglia?
calunnie ?
20 capo squadra?
certo meglio pochi capo squadra, cosi pochi a sapere giusto signor puccia non fa una grinza.
Aspettiamo ansiosamente il processo giusto x dirgli tutto in faccia davanti al giudice e alle persone che anno indagato x 2 lunghi anni,


Ma le prove, sig. Procuratore, dove sono?
11/11/2011 | 10.04.15
Biagio

Scusate ma dove è finita la presunzione di innocenza fino al giudicato?

E´ civile commissariare un´impresa per 2 euro di arrotondamenti o perchè un lavoratore ( ipotizzando anche licenziato in modo non legittimo, ma segnalo la presenza di altre tutele giuridiche per queste fattispecie) abbia subito un provvedimento di licenziamento?

Il procuratore si è chiesto, prima di firmare certi provvedimenti, "Non sarebbe forse il caso di analizzare le acque e avere prove schiaccianti su un eventuale collegamento con l´attività del Puccia?"

Perchè allora si che si sarebbe potuto procedere a certe azioni.

Il sospetto è che ci sia stata una certa leggerezza (intanto mandiamo la finanza.....poi ci pensa il giudice)

Questo non è civile ....questo è medioevo

saluti