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MODICA - 06/11/2011
Cronache - Udienza preliminare fissata al 23 febbraio per la casa abusiva della moglie di Lombardo

Dal gup la ex sovrintendente di Ragusa Vera Greco

Abuso d’ufficio. E’ l’accusa dalla quale dovranno difendersi la ex sovrintendente ai beni culturali e ambientali di Ragusa Vera Greco, due suoi stretti collaboratori e un funzionario dell’ufficio tecnico del comune di Ispica Foto Corrierediragusa.it

Abuso d’ufficio. E’ l’accusa dalla quale dovranno difendersi il prossimo 23 febbraio dinanzi al gup la ex sovrintendente ai beni culturali e ambientali di Ragusa Vera Greco (nella foto con il presidente della Regione Lombardo), adesso in servizio a Siracusa, due suoi stretti collaboratori e un funzionario dell’ufficio tecnico del comune di Ispica. La vicenda scaturisce dalla casa abusiva della moglie del presidente della Regione edificata sull’arenile di Ciriga, tra Marina Marza e Santa Maria del Focallo.

Questo procedimento sarà celebrato in parallelo con l’altro, che vede imputata proprio Saveria Grosso, consorte di Raffaele Lombardo, difesa dall’avvocato Salvatore Poidomani. La Grosso dovrà comparire dinanzi al gup, assieme ad altri due coimputati, il prossimo 8 maggio. Circa tre mesi prima sarà invece celebrata l’udienza preliminare a carico della Greco e degli altri tre coimputati. La procura ipotizza delle vicende poco chiare nella concessione delle autorizzazioni e dei pareri, da parte della Sovrintendenza di Ragusa e dell’ufficio tecnico del comune di Ispica, tendenti a «sanare» la casa abusiva, di cui in passato si è occupata pure la Cassazione.

Le indagini erano state chiuse lo scorso febbraio dal procuratore capo Francesco Puleio, che aveva avanzato richiesta di rinvio a giudizio per Saveria Grosso, alla quale l’immobile, che resta sotto sequestro, è intestato. Dinanzi ai giudici dovranno comparire anche il direttore dei lavori e il legale rappresentante della ditta che li ha eseguiti. Proprio di qualche settimana fa invece la richiesta di rinvio a giudizio, sempre da parte della procura, per la ex sovrintendente di Ragusa Vera Greco, per i suoi due collaboratori e per il funzionario dell’Utc di Ispica, tutti accusati, come accennato, di abuso d’ufficio.

I sigilli alla casa erano stati apposti dai carabinieri su decisione della procura, che aveva ipotizzato un abuso edilizio su un immobile comunque già «sanato» in virtù delle autorizzazioni concesse dalla Sovrintendenza e dall’ufficio tecnico di Ispica, in merito alle cui concessioni la procura ravvisa delle ipotetiche «pressioni». La casa, edificata a meno di 120 metri dalla battigia, limite minimo consentito dalla legge, si estende su 70 metri quadri. Già in passato l´immobile , in origine di proprietà dello stesso Lombardo, che poi lo donò alla moglie, era stato sottoposto a sequestro.