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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:42 - Lettori online 1151
MODICA - 28/10/2011
Cronache - Rigettata dal gup la richiesta di acquisizione agli atti delle nuove prove nel processo preliminare

Dichiarazioni Arrabito non vanno bene per "Modica bene"

Il procuratore aveva sostenuto che, trattandosi di dichiarazioni rese da uno degli imputati di concussione e riciclaggio, il quale aveva ammesso i fatti ascrittigli, chiamando in causa altri imputati, tali prove non dovessero comunque andare disperse, ma potessero invece essere utilizzate dal giudice

Rigettata dal giudice la richiesta della procura di audizione di uno degli imputati del processo «Modica Bene». Dovevano essere le dichiarazioni spontanee di Bruno Arrabito ad essere acquisite agli atti, come proposto dal procuratore capo Francesco Puleio, ma il gup Patricia Di Marco si è opposto.

Nell’ultima udienza preliminare si sarebbe quindi dovuto procedere alla trascrizione delle dichiarazioni rese lo scorso giugno dal coimputato nel procedimento, dopo l’arresto scaturito da un’altra vicenda legata ad un ricatto sessuale ai danni di un imprenditore sposato. Per quanto riguarda il rigetto da parte del giudice della richiesta di trascrizione delle dichiarazioni di Arrabito nel processo «Modica bene», lo stesso magistrato ha ritenuto che tali prove non potessero essere acquisite perché l´attuale fase processuale (rito abbreviato e discussione dell´udienza preliminare) non consente la modifica del perimetro probatorio.

Il procuratore aveva sostenuto che, trattandosi di dichiarazioni rese da uno degli imputati di concussione e riciclaggio, il quale aveva ammesso i fatti ascrittigli, chiamando in causa altri imputati, tali prove non dovessero comunque andare disperse, ma potessero invece essere utilizzate dal giudice. Tutto questo ai sensi degli articoli 441 e 523 i quali prevedono che il giudice può assumere, anche d´ufficio, gli elementi necessari ai fini della decisione, anche interrompendo la discussione. Così non è stato e il processo proseguirà dunque il 10 e 25 novembre per le ultime arringhe degli avvocati e per la decisione del giudice.

LA DICHIARAZIONE DELL´AVVOCATO MARIO CARUSO, DIFENSORE DEI FRATELLI GIUSEPPE E CARMELO DRAGO
Prendiamo atto della decisione del giudice di dichiarare inammissibile la produzione di nuove eventuali prove nel processo, cosa peraltro ampiamente prevista dal collegio difensivo e certificata da un´ordinanza che ha sancito la strumentalita´ della richiesta.

Soprattutto, prendiamo atto della fissazione dell´udienza finale del processo per il prossimo 25 novembre, nella consapevolezza che proprio questo chiedevano gli imputati: essere giudicati senza ulteriori indugi.

Sottolineiamo come la diffusione alla stampa di atti e verbali, a questo punto estranei al processo, e´ stata favorita con superficialita´ e precipitazione,ne acclarata a questo punto anche dal provvedimento del giudice, al solo evidente scopo di condizionare l´opinione pubblica ed il processo, senza alcun contraddittorio e senza che ci fosse data la possibilita´ di chiarirne autenticita´ e reale portata rispetto ad un presunto dichiarante, peraltro mai divenuto reo confesso, come artatamente scritto in alcuni
articoli, che aveva reso tali dichiarazioni mentre veniva arrestato per altri reati, in un contesto che certamente non fa presupporre serenità, lucidità ed attendibilità.

Adesso attendiamo in silenzio la sentenza, com´e´ giusto che sia e come dovrebbe essere costume di chi ha delicate responsabilita´ sulla vita, e non solo sul certificato penale, di qualsiasi cittadino
ancora non giudicato ne´ tantomeno condannato.

Avv. Mario Caruso