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Mercoledì 25 Aprile 2018 - Aggiornato alle 15:54
MODICA - 17/10/2011
Cronache - Fa discutere la perizia del consulente della procura. Sul caso è intervenuto Nino Gerratana

Morte di Chiara si poteva evitare? L´area non è sequestrata

Il perito della Procura ha evidenziato che "una delle cause scatenanti della tragedia è dovuta alla segnaletica stradale esistente sul piazzale Baden Powell"
Foto CorrierediRagusa.it

«La notizia del sequestro del Piazzale Baden Powell (nella foto) disposto dalla Procura della Repubblica di Modica è una notizia destituita di ogni fondamento.» E’ quanto afferma il Sindaco, Antonello Buscema, sulle risultanze delle informative assunte dal comando di Polizia Municipale a seguito di una notizia sulla quale il primo cittadino precisa: «La Procura della Repubblica di Modica mi aveva inviato un rapporto sulla scorta delle risultanze del tecnico della procura geometra Pietro Munzone, nominato dal giudice inquirente ad effettuare una perizia a seguito del tragico incidente mortale che stroncò, il 5 maggio scorso, la vita alla giovane studentessa Chiara Modica e sulla scorta della quale il magistrato ha avanzato richiesta per il sequestro della piazza.

L’ente, prima ancora che pervenisse questa indicazione aveva già concretizzato una serie di misure sulla sicurezza della circolazione peraltro concordate con l’ingegnere Carmelo Laudani, dirigente dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture, al termine di un sopralluogo nella piazza, teatro della tragedia, svoltosi il 12 settembre scorso alla presenza del sottoscritto, del comandante dei vigili urbani Giuseppe Puglisi e del geometra Enzo Terranova dell’ufficio manutenzioni. Su quelle indicazioni - conclude il sindaco - abbiamo agito di conseguenza rimettendo ordine allo spazio con la posa in opera della segnaletica orizzontale e verticale.»

L´INTERROGAZIONE DI GERRATANA
Fu dopo l’interrogazione presentata dal consigliere comunale di Una nuova prospettiva Nino Cerruto che la stazione di fermata e partenza degli autobus per gli studenti fu spostata da piazzale degli Oleandri a piazzale Baden Powell, ovvero il luogo dell’incidente costato la vita lo scorso 5 maggio alla studentessa Chiara Modica 16 anni.

L’interrogazione di Cerruto fu presentata in data 5 gennaio 2010, un anno e quattro mesi prima della tragedia. La giunta autorizzò il trasferimento della fermata e partenza degli autobus in poco tempo. Si palesa in questa circostanza la responsabilità dell’amministrazione comunale nel decesso della ragazza, come dimostrato dalla perizia redatta dal geometra Munzone, in qualità di consulente tecnico d’ufficio nominato dalla procura.

Il perito ha evidenziato che «una delle cause scatenanti della tragedia è dovuta alla segnaletica stradale esistente sul piazzale Baden Powell, allo stato pericolosa, la quale costringe gli autobus in entrata sul piazzale ad operare una manovra di svolta a sinistra, per raggiungere la zona di sosta, manovra enormemente pericolosa – ha precisato il geometra Munzone – in quanto taglia, da destra verso sinistra, una corsia stradale a doppio senso di circolazione».

D’altronde lo stesso Cerruto intervenne con una nota pochi giorni prima della nuova viabilità, segnalando i ben noti problemi e specificando come «la segnaletica orizzontale, che delimita le zone riservate a parcheggi nel piazzale Baden Powell fosse ormai quasi inesistente, oltre all’assoluta mancanza di indicazioni per la circolazione veicolare.

«Ormai – aveva scritto Cerruto – anche alcuni tratti del piazzale dove si dovrebbe circolare, vengono occupati da autovetture in sosta, tanto che qualche settimana fa l’ambulanza ha dovuto effettuare un giro più lungo per raggiungere il luogo di destinazione. Numerosi – aveva poi concluso in maniera inquietante Cerruto – sono poi gli incidenti, che vedono coinvolti soprattutto giovani motociclisti, che si registrano all’inizio ed alla fine delle lezioni, allorquando il traffico si fa molto più intenso, in quanto, mancando del tutto la segnaletica, i mezzi circolano in maniera caotica e disordinata».

Insomma, Cerruto si rivelò, purtroppo, facile profeta, mentre il comune non mosse un dito per risolvere la problematica perché, come si evidenziò già un anno e 4 mesi fa, l’ente non disponeva delle risorse umane sufficienti per avviare i lavori.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale del Pdl Nino Gerratana: "Sulla responsabilità del conducente del mezzo è giusto che se ne occupi la Magistratura - dice Gerratana - ma reputo invece opportuno occuparmi della responsabilità politica dell’Amministrazione che avrebbe spostato la fermata senza tenere conto che per accedere al piazzale deciso per la sosta, sarebbero state necessarie delle manovre difficili e pericolose.

Qual è stato il senso di tale spostamento? Solitamente, quando si modificano le cose, lo si fa per migliorarle, ma in questo caso era fin troppo evidente che non solo la situazione sarebbe peggiorata ma sarebbe anche diventata potenzialmente più pericolosa, come i fatti hanno purtroppo dimostrato.

L’Amministrazione spieghi alla città i motivi che l’hanno indotta ad apportare tale modifica alla sosta degli autobus e il sindaco - conclude Gerratana - valuti seriamente l’opportunità politica di rassegnare le proprie dimissioni per quanto dichiarato dal perito della Procura".

LA PERIZIA DEL CONSULENTE DELLA PROCURA
E’ dell’autista dell’autobus, G. C., 52 anni, la responsabilità dell’incidente mortale costato la vita lo scorso 5 maggio alla studentessa Chiara Modica. Di riflesso, la responsabilità ricade anche sull’amministrazione comunale, per via della discutibile e fuorviante segnaletica verticale e orizzontale che caratterizza la zona interessata dall’incidente mortale, ovvero il piazzale Baden Powell. Sono queste le conclusioni della perizia redatta dal consulente tecnico d’ufficio della procura, il geometra Munzone di Catania.

La sedicenne trovò la morte quella fatidica mattina mentre, in sella al proprio scooter, stava recandosi all’Itc Archimede. Nel fare manovra, l’autista del mezzo pubblico investì la ragazza senza neanche accorgersene. Adesso la perizia ha accertato che in nell’assurdo incidente che ha spezzato la vita di una giovane ad appena 16 anni, la responsabilità è da addebitare al conducente dell’autobus, e, di conseguenza, all’amministrazione comunale. La giunta, difatti, senza fondati motivi, spostò la fermata dei bus dall’originaria sede di piazzale degli Oleandri, nei pressi dell’istituto alberghiero «Principi Grimaldi», al piazzale Baden Powell, dove si verificò l’assurda tragedia.

Nella parte finale della relazione peritale del geometra catanese Munzone si legge testualmente che «Le cause del sinistro sono da ricercarsi nella condotta di guida disaccorta ed imprudente del conducente l’autobus coinvolto nel sinistro, il quale, nella occasione, operando una manovra di svolta a sinistra senza preventivamente guardare attraverso lo specchio retrovisore di sinistra che la strada fosse libera di persone o mezzi, stringeva sulla fiancata destra il ciclomotore, facendogli perdere l’assetto di guida».

Dalla perizia si evince una responsabilità anche da parte dell’amministrazione, nel paragrafo in cui si legge che «Altro motivo aggregante alla causa del sinistro è da attribuirsi alla segnaletica stradale esistente sul piazzale Baden Powell, allo stato pericolosa, la quale costringe gli autobus in entrata sul piazzale ad operare una manovra di svolta a sinistra, per raggiungere la zona di sosta, manovra enormemente pericolosa – precisa il geometra Munzone – in quanto taglia, da destra verso sinistra, una corsia stradale a doppio senso di circolazione». Il perito della procura conclude la relazione scrivendo dunque che «Nessun apporto causale al verificarsi del sinistro è stato rilevato a carico della conducente del ciclomotore, che viaggiava in via Cincinnato parallelamente all’autobus, condotta di guida consentita in una strada a senso unico di marcia ove è consentito il deflusso a doppia fila».

Peraltro Chiara Modica viaggiava ad una velocità moderatissima di circa 15-18 Km/h,e, nonostante ciò, la ragazza non avrebbe potuto fare nulla per evitare la fatale collisione, stando alle conclusioni del perito della procura. L’autista del pullman riferì alla polizia di non essersi accorto per tempo del fatto che la ragazza fosse caduta probabilmente dopo aver urtato la fiancata del mezzo. Fu difatti questa la causa scatenante della tragedia vissuta da centinaia di giovani che non hanno potuto fare nulla per salvare la loro coetanea. Uno studente di Pozzallo raccontò di avere visto la ragazza finire sotto le ruote posteriori del mezzo. Sotto accusa era finito il sistema di circolazione in piazzale Baden Powell, una vera a propria prateria dove tutto è concesso, anche perché i vigili urbani sono quasi sempre dislocati altrove.

Il piazzale è accessibile da un paio di strade e non vi sono aiuole spartitraffico o corsie. Tutto questo determina sensi di circolazione «fai da te» soprattutto nelle ore di punta quando vi si riversano centinaia di persone in coincidenza con l’apertura dei tre istituti scolastici che insistono nel piazzale: il già citato Itc «Archiemede», frequentato dalla vittima, il liceo scientifico «Galilei» e il geometra. Adesso gli esiti della perizia disposta dalla procura confermano questa tesi. L’autista rischia l’accusa di omicidio colposo. Chiara Modica era rientrata a scuola da appena un mese. Un incidente con il motorino del suo fidanzatino sul quale viaggiava l’aveva costretta in ospedale dove era stata ricoverata per quattro settimane.