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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 683
MODICA - 07/10/2011
Cronache - Le accuse mosse dal procuratore capo Puleio

Bancarotta fraudolenta per 2 imprenditori, uomo e donna

Entrambi titolari di società fallite

Due richieste di rinvio a giudizio per altrettanti imputati in due distinti procedimenti celebrati ieri dinanzi al giudice per le udienze preliminari. E’ stato il procuratore capo Francesco Puleio ad avanzare le richieste a carico di Vincenzo Napolitano, modicano, 60 anni, e di Giovanna Zaniboni, 58 anni. Per entrambi l’accusa è di bancarotta fraudolenta.

Napolitano, in qualità di amministratore unico della omonima società a responsabilità limitata, dichiarata fallita dal Tribunale di Modica con sentenza del 24 luglio 2007, distraeva la somma complessiva di 315mila 419 euro, in parte risultante formalmente dalle scritture contabili alla data del fallimento, ma materialmente non rinvenuta dal Curatore nelle casse sociali, ed in parte neppure indicata in contabilità. La somma distratta era suddivisa in 259mila 220 euro quale saldo del conto cassa; 33mila 233 euro alla voce crediti verso clienti, tra cui enti istituzionali come i comuni di Ragusa, Pozzallo, Vittoria e Caltanissetta. In questo modo Napolitano ha inteso procurare a sé un ingiusto profitto, falsificando le scritture contabili, indicando l´esistenza nello stato patrimoniale, alla data del fallimento, alla voce «cassa», somme in realtà inesistenti perché già incassate dallo stesso Napolitano.

Inoltre, secondo l’accusa, l’imprenditore teneva le scritture contabili in modo tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio della società, non effettuando il deposito dei bilanci di esercizio dal 1999. Per gli esercizi 2004-2005 infine l’uomo ometteva di trascrivere il registro dei corrispettivi nel libro giornale. Stessa accusa per Giovanna Zaniboni, che, in un altro procedimento, era accusata d’aver prelevato dal patrimonio sociale della sua società dichiarata fallita la somma di 136mila 297 euro corrisposta in favore del defunto socio a titolo di prelevamento di utili in violazione dell’apposito articolo in materia, dato che la società era in perdita e non aveva realizzato utili.